Saif al Islam, figlio dell'ex leader libico Muammar Gheddafi, ucciso il 20 ottobre 2011, sarebbe stato liberato dalla regione di Zintan e sarebbe arrivato nella città orientale di Beida in Cirenaica. Lo riferisce la rete al-Arabiya.
A liberare Seif al Islam, 44 anni, secondogenito e il preferito tra i figli di Gheddafi, è stata la brigata Abu Bakr al-Sadiq, una milizia che controlla la città di Zintan, in Tripolitania, la Libia occidentale. Seif, detenuto dalla fine del 2011, è stato liberato in base all'amnistia approvata dal Parlamento di Tobruk in Cirenaica.
Il figlio di Gheddafi in teoria sarebbe ancora soggetto a un mandato di arresto internazionale per crimini contro l'umanità per i reati di cui si è macchiato negli otto mesi della rivolta contro il padre. Ma il governo libico (sia quello di Tripoli che quello di Beida che fa riferimento a Tobruk) hanno conteso alla Corte Penale Internazionale dell'Aja il diritto di processarlo.
A Tripoli nel 2015 Saif al Islam venne anche condannato a morte ma la pena non venne mai eseguita perché era nelle mani della brigata di Zintan e ora si trova in Cirenaica, fuori dalla sfera di influenza del governo riconosciuto dall'Onu, del premier Fayez al Serraj, che controlla solo parte della Tripolitania.
A liberare Seif al Islam, 44 anni, secondogenito e il preferito tra i figli di Gheddafi, è stata la brigata Abu Bakr al-Sadiq, una milizia che controlla la città di Zintan, in Tripolitania, la Libia occidentale. Seif, detenuto dalla fine del 2011, è stato liberato in base all'amnistia approvata dal Parlamento di Tobruk in Cirenaica.
Il figlio di Gheddafi in teoria sarebbe ancora soggetto a un mandato di arresto internazionale per crimini contro l'umanità per i reati di cui si è macchiato negli otto mesi della rivolta contro il padre. Ma il governo libico (sia quello di Tripoli che quello di Beida che fa riferimento a Tobruk) hanno conteso alla Corte Penale Internazionale dell'Aja il diritto di processarlo.
A Tripoli nel 2015 Saif al Islam venne anche condannato a morte ma la pena non venne mai eseguita perché era nelle mani della brigata di Zintan e ora si trova in Cirenaica, fuori dalla sfera di influenza del governo riconosciuto dall'Onu, del premier Fayez al Serraj, che controlla solo parte della Tripolitania.