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Usa, su Cuba Trump torna all'antico: pronte misure contro L'Avana

Donald Trump (ansa)
Il presidente americano domani da Miami annuncerà restrizioni ai viaggi verso l'isola per i cittadini statunitensi e per le imprese a stelle e strisce che vogliono fare affari con le aziende controllate dai militari. E c'è chi denuncia: "Questo è un nuovo modo per applicare il vecchio embargo"
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Donald Trump intende fare una nuova inversione di rotta rispetto alle decisioni del predecessore Barack Obama: e stavolta nel mirino dell'inquilino della Casa Bianca c'è Cuba. Le indiscrezioni parlano di maggiori restrizioni per gli americani che intendono viaggiare sull'isola caraibica e per le aziende che là intendono fare business. Dalla fase del disgelo avviata con lo storico annuncio del riavvicinamento bilaterale del 17 dicembre 2014 si potrebbe tornare ad una fase di gelo nei rapporti.

La marcia indietro Usa sarà presentata a Miami, una scelta significativa data la presenza di molti esuli il cui sostegno alle elezioni di novembre è stato determinante per la vittoria in Florida e alla Casa Bianca.Le indiscrezioni. Le nuove direttive dovrebbero colpire in modo significativo l'industria turistica dell'isola e la ripresa del flusso di turisti statunitensi. Secondo quanto rivela oggi Politico, che ha ottenuto una copia della bozza del…
Donald Trump intende fare una nuova inversione di rotta rispetto alle decisioni del predecessore Barack Obama: e stavolta nel mirino dell'inquilino della Casa Bianca c'è Cuba. Le indiscrezioni parlano di maggiori restrizioni per gli americani che intendono viaggiare sull'isola caraibica e per le aziende che là intendono fare business. Dalla fase del disgelo avviata con lo storico annuncio del riavvicinamento bilaterale del 17 dicembre 2014 si potrebbe tornare ad una fase di gelo nei rapporti.

La marcia indietro Usa sarà presentata a Miami, una scelta significativa data la presenza di molti esuli il cui sostegno alle elezioni di novembre è stato determinante per la vittoria in Florida e alla Casa Bianca.Le indiscrezioni. Le nuove direttive dovrebbero colpire in modo significativo l'industria turistica dell'isola e la ripresa del flusso di turisti statunitensi. Secondo quanto rivela oggi Politico, che ha ottenuto una copia della bozza della direttiva di otto pagine, infatti il presidente intende rimettere indietro l'orologio della storia e ribadire l'importanza dell'ormai 56enne embargo imposto all'isola comunista, instituendo un vasto divieto di transazioni finanziarie con società controllate dal governo castrista.

"La politica della mia amministrazione sarà guidata dalla tutela degli interessi nazionali e dalla solidarietà verso il popolo cubano - si legge nella bozza - cercherò di promuovere un Paese stabile, libero e prospero per il popolo cubano. A questo fine dobbiamo assicurarci che i fondi americani non finiscano ad un regime che non rispetta neanche le più elementari basi di una società libera e giusta".

La direttiva proibirà quindi a turisti ed imprenditori americani di avere transazioni con una società chiamata "Grupo de Administracion Empresarial S.A.", vale a dire il braccio commerciale del regime noto come Gaesa che di fatto controlla gran parte dell'economia attiva dell'isola, in particolare alberghi e ristoranti dell'Avana e delle famose spiagge di Varadero. Il presidente potrebbe tra l'altro annunciare una riduzione nel numero delle visite concesse agli statunitensi nell'isola.

Non è quindi un caso se oggi Cubadebate ricorda che quest'anno circa 284 mila 'americanos' hanno visitato l'isola, lo stesso numero di tutto il 2016. Il sito ufficiale cubano fa tra l'altro notare che "l'apertura dei voli regolari di una decina di linee aeree Usa e l'aumento delle crociere ha agevolato la spettacolare crescita del flusso dei viaggiatori statunitensi", i quali, si precisa, "vengono a Cuba protetti da 12 categorie di autorizzazioni approvate durante la presidenza di Barack Obama".

Il piano dei falchi dell'amministrazione Usa. Secondo il giornale online, Trump ha accettato il piano presentato dal senatore Marco Rubio, il deputato Mario Diaz-Balart ed altri falchi che rappresentano la vecchia guardia della comunità dei cubani americani, molti dei quali invece avevano accolto con soddisfazione la svolta di Obama che permetteva loro di riallacciare i rapporti con i familiari rimasti in patria.

"Questo è un nuovo modo per applicare il vecchio embargo", ha dichiarato John S. Kavulich, presidente dell'U.S.-Cuba Trade and Economic Council, stimando che Gaesa controlla il 60 per cento dell'economia cubana e l'80 per cento del settore turistico. La mossa potrà avere conseguenze anche per le società alberghiere americane che avevano ottenuto dall'amministrazione Obama l'autorizzazione a firmare accordi con Gaesa per ottenere in gestione un albergo storico dell'Avana.

Stretta anche sui viaggi educativi. Trump poi prevede un giro di vite anche nella concessione delle autorizzazioni di viaggi educativi, con cui l'amministrazione Obama aggirava il divieto di viaggio per i cittadini americani a Cuba che rimane imposto dalla legge sull'embargo che solo il Congresso può rimuovere. Ora a chi organizza questi viaggi verrà chiesto di presentare un programma dettagliato delle attività previste per "incontri con il popolo cubano, sostegno alla società civile e promozione dell'indipendenza dei cubani dalle autorità".

Senza contare che i viaggiatori dovranno tendere un dettagliato resoconto di tutte le transazioni finanziarie compiute nell'isola, perché il dipartimento del Tesoro potrebbe chiederne ragione per un lasso di tempo di cinque anni. Sempre appunto rispettando il divieto di alloggiare negli alberghi e mangiare nei ristoranti gestiti dal governo, preferendo magari le piccole pensioni e ristorantini a conduzione familiare dei 'cuentapropista', come vengono chiamati i piccoli imprenditori indipendenti.

Via la nortma anti-'balzeros'. La direttiva di Trump non sarà però una completa marcia indietro rispetto alla normalizzazione di Obama: l'ambasciata americana all'Avana rimarrà aperta come continueranno ad essere permesse le rimesse da parte dei cubani residenti negli Stati Uniti. Trump però reintrodurrà la misura, chiamata 'wet foot, dry foot', che per decenni ha aperto le porte del sogno americano a tutti i cubani, i famosi 'balzeros', che con imbarcazioni di fortuna riuscivano a mettere il piede sulle coste della Florida. Lo scorso gennaio Obama l'aveva abolita, ascoltando chi la considerava un trattamento preferenziale rispetto agli altri immigrati dell'America Latina.

L'Avana trattiene quindi il respiro e rimane in attesa. Nel contempo, il governo ha annunciato le 'elezioni' comunali per il prossimo 22 ottobre. Si tratta come sempre a Cuba di un voto plebiscitario sul candidato del partito unico, quindi non propriamente elezioni democratiche. In ogni caso sarà il primo passo nella lunga strada per l'uscita dal potere - già preannunciata tempo fa per febbraio - dell'86enne Raul Castro, che lascerà il governo ma non la guida del partito comunista cubano.