Un Donald Trump dalla chioma fumante, agghindato in una giacca completamente fatta di dollari, mentre sbava su una pila di libri: è l'opera vincitrice del primo concorso internazionale di caricature e vignette dedicato al presidente Usa in Iran.
Tema della competizione, che ha visto sfidarsi 1.614 artisti provenienti da 74 Paesi, è il "Trumpism", la visione che scuote il mondo dall'8 novembre, giorno delle elezioni Usa. Tre le sezioni nelle quali si poteva concorrere: Trump e i muri, Trump e le donne, Trump e i media.
Nella caricatura vincitrice, il giovane iraniano Hadi Asadi ha voluto sottolineare la natura "guerrafondaia e dipendente dal denaro" del presidente Usa. Tra i partecipanti anche un italiano, il milanese Marzio Mariani, illustratore di professione specializzato in layouts e storyboard, che da qualche anno si cimenta in caricature: "Una passione esplosa sin da piccolo quella per i ritratti di somiglianza - racconta l'artista a Repubblica - che però in Italia non trova così tanto spazio. Così ho rivolto la mia attenzione all'estero".
Tre i lavori presentati al concorso da Mariani, uno dei quali si è guadagnato l'attenzione internazionale alla mostra apertasi martedì a Teheran: è la caricatura che ritrae il presidente Usa intento a tirare con catenine d'oro dotate di ami il sorriso di Melania. "Mi ha divertito approfondire questa "tresca" matrimoniale di cui si è tanto discusso" ammette l'artista, riferendosi agli appuntamenti istituzionali cui la First lady ha dovuto presenziare in compagnia del marito, sfoggiando spesso sorrisi di circostanza. Proprio la caricatura di Melania, racconta l'illustratore, si è scontrata con la censura nella Repubblica Islamica dell'Iran. Nell'opera originaria, infatti, la First lady era stata raffigurata "legata e a seno scoperto": un dettaglio eliminato dal lavoro esposto alla mostra. Un Donald Trump a bocca aperta, dalla quale fuoriesce un missile con il logo di Twitter, e una Hillary Clinton con le orecchie d'asino, vittima dello sberleffo del presidente Usa che la sorprende alle spalle armato di proboscide, sono invece i soggetti delle altre due caricature inviate da Mariani ai selezionatori.
Negli ultimi anni, gli organizzatori di questa competizione avevano lanciato altri concorsi che prendevano di mira l'Occidente, scagliandosi contro l'Isis - che l'Iran ritiene manovrato proprio dagli occidentali - ma anche contro l'Olocausto.
"Si tratta senz'altro di una vetrina per fare rumore", è il commento di Mariani, il quale però non teme una strumentalizzazione dei suoi lavori: "Sbeffeggiare Trump è stato un po' come sparare sulla Croce Rossa. Per me, un modo per uscire fuori da quell'umorismo istituzionale imbrigliato che domina in Italia".
Tema della competizione, che ha visto sfidarsi 1.614 artisti provenienti da 74 Paesi, è il "Trumpism", la visione che scuote il mondo dall'8 novembre, giorno delle elezioni Usa. Tre le sezioni nelle quali si poteva concorrere: Trump e i muri, Trump e le donne, Trump e i media.
Nella caricatura vincitrice, il giovane iraniano Hadi Asadi ha voluto sottolineare la natura "guerrafondaia e dipendente dal denaro" del presidente Usa. Tra i partecipanti anche un italiano, il milanese Marzio Mariani, illustratore di professione specializzato in layouts e storyboard, che da qualche anno si cimenta in caricature: "Una passione esplosa sin da piccolo quella per i ritratti di somiglianza - racconta l'artista a Repubblica - che però in Italia non trova così tanto spazio. Così ho rivolto la mia attenzione all'estero".
Tre i lavori presentati al concorso da Mariani, uno dei quali si è guadagnato l'attenzione internazionale alla mostra apertasi martedì a Teheran: è la caricatura che ritrae il presidente Usa intento a tirare con catenine d'oro dotate di ami il sorriso di Melania. "Mi ha divertito approfondire questa "tresca" matrimoniale di cui si è tanto discusso" ammette l'artista, riferendosi agli appuntamenti istituzionali cui la First lady ha dovuto presenziare in compagnia del marito, sfoggiando spesso sorrisi di circostanza. Proprio la caricatura di Melania, racconta l'illustratore, si è scontrata con la censura nella Repubblica Islamica dell'Iran. Nell'opera originaria, infatti, la First lady era stata raffigurata "legata e a seno scoperto": un dettaglio eliminato dal lavoro esposto alla mostra. Un Donald Trump a bocca aperta, dalla quale fuoriesce un missile con il logo di Twitter, e una Hillary Clinton con le orecchie d'asino, vittima dello sberleffo del presidente Usa che la sorprende alle spalle armato di proboscide, sono invece i soggetti delle altre due caricature inviate da Mariani ai selezionatori.
Negli ultimi anni, gli organizzatori di questa competizione avevano lanciato altri concorsi che prendevano di mira l'Occidente, scagliandosi contro l'Isis - che l'Iran ritiene manovrato proprio dagli occidentali - ma anche contro l'Olocausto.
"Si tratta senz'altro di una vetrina per fare rumore", è il commento di Mariani, il quale però non teme una strumentalizzazione dei suoi lavori: "Sbeffeggiare Trump è stato un po' come sparare sulla Croce Rossa. Per me, un modo per uscire fuori da quell'umorismo istituzionale imbrigliato che domina in Italia".