Scintille nei cieli d'Oriente. Due bombardieri statunitensi hanno sorvolato le acque territoriali cinesi. A confermarlo è proprio l'aeronautica statunitense, rivendicando il diritto ad attraversare la zona del mar cinese meridionale rivendicata come territorio internazionale. Una posizione contrapposta a quella di Pechino che reclama il controllo di quell'area, affollata di traffici marini.
Si tratta della seconda sfida in pochi giorni alle rivendicazioni cinesi. Lunedì scorso una nave da guerra Usa ha fatto rotta verso l'isola di Tritone, iniziativa che è stata bollata come "minacciosa provocazione" da parte del governo di Xi Jinping. E ora, a scuotere di nuovo le relazioni diplomatiche con Washington arrivano i due B-1B, impegnati fino a ieri in esercitazioni con i caccia giapponese nei pressi del confine sul mar cinese orientale. Incursioni che mettono pressione sui più convinti alleati di Kim Jong-un, il dittatore nordcoreano che ha appena condotto l'ennesimo esperimento missilistico, generando un lancio che potenzialmente potrebbe raggiungere l'Alaska.
Si tratta della seconda sfida in pochi giorni alle rivendicazioni cinesi. Lunedì scorso una nave da guerra Usa ha fatto rotta verso l'isola di Tritone, iniziativa che è stata bollata come "minacciosa provocazione" da parte del governo di Xi Jinping. E ora, a scuotere di nuovo le relazioni diplomatiche con Washington arrivano i due B-1B, impegnati fino a ieri in esercitazioni con i caccia giapponese nei pressi del confine sul mar cinese orientale. Incursioni che mettono pressione sui più convinti alleati di Kim Jong-un, il dittatore nordcoreano che ha appena condotto l'ennesimo esperimento missilistico, generando un lancio che potenzialmente potrebbe raggiungere l'Alaska.