Cipro resta divisa: falliti negoziati Onu in Svizzera
Valentina Barresi, di VALENTINA BARRESIL’annuncio del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Nodo cruciale, sarebbe stato il disaccordo sul ritiro delle truppe di Ankara dall’isola
Cipro resta divisa. Vano, l’ennesimo tentativo di riunificarne le parti, nonostante la lunga serie di colloqui intrattenuti in Svizzera tra la delegazione turca e quella greca, sotto l’egida del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.
“Sono profondamente rattristato: malgrado il grande impegno profuso da tutte le parti, la conferenza si è conclusa senza un accordo. I lavori si sono chiusi senza una soluzione a una crisi drammaticamente duratura” ha commentato Guterres a margine dei negoziati che dal 28 giugno lo hanno visto in prima linea a Crans-Montana, a tentare una mediazione tra il presidente turco-cipriota Mustafa Akinci e il leader greco-cipriota Nicos Anastasiades, alla presenza dei “garanti” Grecia, Turchia e Regno Unito, oltre che dell’Unione europea.
Secondo quanto riferito da fonti greco-cipriote, dietro al fallimento dei negoziati – ufficialmente chiusi – vi sarebbe il disaccordo sul ritiro delle …
“Sono profondamente rattristato: malgrado il grande impegno profuso da tutte le parti, la conferenza si è conclusa senza un accordo. I lavori si sono chiusi senza una soluzione a una crisi drammaticamente duratura” ha commentato Guterres a margine dei negoziati che dal 28 giugno lo hanno visto in prima linea a Crans-Montana, a tentare una mediazione tra il presidente turco-cipriota Mustafa Akinci e il leader greco-cipriota Nicos Anastasiades, alla presenza dei “garanti” Grecia, Turchia e Regno Unito, oltre che dell’Unione europea.
Secondo quanto riferito da fonti greco-cipriote, dietro al fallimento dei negoziati – ufficialmente chiusi – vi sarebbe il disaccordo sul ritiro delle …
Cipro resta divisa. Vano, l’ennesimo tentativo di riunificarne le parti, nonostante la lunga serie di colloqui intrattenuti in Svizzera tra la delegazione turca e quella greca, sotto l’egida del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.
“Sono profondamente rattristato: malgrado il grande impegno profuso da tutte le parti, la conferenza si è conclusa senza un accordo. I lavori si sono chiusi senza una soluzione a una crisi drammaticamente duratura” ha commentato Guterres a margine dei negoziati che dal 28 giugno lo hanno visto in prima linea a Crans-Montana, a tentare una mediazione tra il presidente turco-cipriota Mustafa Akinci e il leader greco-cipriota Nicos Anastasiades, alla presenza dei “garanti” Grecia, Turchia e Regno Unito, oltre che dell’Unione europea.
Secondo quanto riferito da fonti greco-cipriote, dietro al fallimento dei negoziati – ufficialmente chiusi – vi sarebbe il disaccordo sul ritiro delle truppe turche: Ankara, come aveva annunciato il ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavusoglu ha insistito per mantenere la sua presenza militare sull’isola anche in seguito a una riunificazione, ma Atene è rimasta ferma sulla richiesta del ritiro dei 35 mila soldati schierati dalla Turchia a Cipro. Proprio ieri al telefono, il vice presidente Usa Mike Pence e l'alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini avevano auspicato una soluzione che, a oltre quarant’anni dalla sua divisione, riunificasse l’isola “come federazione bicomunitaria a beneficio di tutti i ciprioti. L’attuale assetto risale infati al 1974 quando, dopo il fallito golpe sostenuto dalla Grecia, la Turchia occupò il 37% del Paese.
Nonostante la nuova battuta d’arresto, Guterres si è però detto fiducioso che la questione cipriota si avvii a una soluzione e progetta di tornare a riunire presto intorno a un tavolo Anastasiades e Akinci: “Il negoziato è chiuso, ma ciò non vuol dire che possano essere sviluppate nuove iniziative”.
“Sono profondamente rattristato: malgrado il grande impegno profuso da tutte le parti, la conferenza si è conclusa senza un accordo. I lavori si sono chiusi senza una soluzione a una crisi drammaticamente duratura” ha commentato Guterres a margine dei negoziati che dal 28 giugno lo hanno visto in prima linea a Crans-Montana, a tentare una mediazione tra il presidente turco-cipriota Mustafa Akinci e il leader greco-cipriota Nicos Anastasiades, alla presenza dei “garanti” Grecia, Turchia e Regno Unito, oltre che dell’Unione europea.
Secondo quanto riferito da fonti greco-cipriote, dietro al fallimento dei negoziati – ufficialmente chiusi – vi sarebbe il disaccordo sul ritiro delle truppe turche: Ankara, come aveva annunciato il ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavusoglu ha insistito per mantenere la sua presenza militare sull’isola anche in seguito a una riunificazione, ma Atene è rimasta ferma sulla richiesta del ritiro dei 35 mila soldati schierati dalla Turchia a Cipro. Proprio ieri al telefono, il vice presidente Usa Mike Pence e l'alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini avevano auspicato una soluzione che, a oltre quarant’anni dalla sua divisione, riunificasse l’isola “come federazione bicomunitaria a beneficio di tutti i ciprioti. L’attuale assetto risale infati al 1974 quando, dopo il fallito golpe sostenuto dalla Grecia, la Turchia occupò il 37% del Paese.
Nonostante la nuova battuta d’arresto, Guterres si è però detto fiducioso che la questione cipriota si avvii a una soluzione e progetta di tornare a riunire presto intorno a un tavolo Anastasiades e Akinci: “Il negoziato è chiuso, ma ciò non vuol dire che possano essere sviluppate nuove iniziative”.