Esteri

Venezuela, ora l'opposizione si divide sulle elezioni regionali

 Una protesta anti Maduro a Caracas (afp)
Secondo parte delle opposizioni, partecipare al voto dopo i brogli per la Costituente darebbe legittimità al regime di Maduro
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Mentre Nicolás Maduro insedia a Caracas la sua assemblea costituente, eletta da una minoranza e piena di deputati a lui fedeli, al posto del Parlamento legittimo, l'opposizione si divide. L'oggetto del contendere sono le elezioni regionali per i governatori che il neo dittatore ha promesso di far svolgere per l'inizio di dicembre. Per partecipare bisogna iscriversi ora, entro la metà di agosto, e alcuni dei partiti raccolti nella Mud, la mesa di unità democratica, hanno annunciato che parteciperanno.
 
Altri, invece, si oppongono all'idea di farlo perché - dicono - partecipare al voto sarebbe offrire una legittimità al regime che ha appena cancellato la Camera eletta e all'organo istituzionale che vigila sui processi elettorali, il Cne, appena accusato di aver compiuto brogli nel caso della Costituente.

Il dibattito è molto acceso tra chi, come il partito di Acción democratica (Ad) considera che è necessario presentare candidati "altrimenti il partito di Maduro si prende tutti i governatori e non c'è opposizione", e chi pensa che bisogna astenersi perché partecipare sarebbe "collaborare con la dittatura". Disgiunzione che rischia di tagliare in due il fronte dell'opposizione a Maduro.
 
La richiesta di elezioni, comunali, regionali e presidenziali, è stata in questi ultimi quattro mesi una delle ragioni principali che hanno animato le manifestazioni di protesta ma alcuni partiti della Mud credono che non ci siano più lo spazio e le garanzie per partecipare. Mentre Henry Ramos Allup, segretario di Ad, ha insistito ieri che "in questi mesi decine di persone hanno dato la vita per esigere un calendario elettorale e astenersi alle regionali sarebbe come disonorare il loro sacrificio". A Ramos Allup risponde un altro dirigente della Mud, Maria Corinna Machado, dell'ala più radicale. "Partecipare al voto è legittimare la dittatura, dobbiamo stare in piazza finché non cadrà".