LIMA - I rappresentanti di 13 paesi del continente americano, riunitisi ieri nella capitale peruviana Lima, hanno approvato una dichiarazione comune in cui si denuncia "l'interruzione dell'ordine democratico" in Venezuela e si dichiara "illegittima" l'Assemblea costituzionale promossa dal governo di Nicolas Maduro.
In una dichiarazione diffusa al termine di un vertice tra ministri degli Esteri, i paesi annunciano che non riconoscono la Costituente di Maduro, né gli atti che essa possa emanare, e manifestano il loro "pieno appoggio e solidarietà all'Assemblea nazionale", in mano all'opposizione. Il documento è stato firmato dai rappresentanti di Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costarica, Guatemala, Honduras, Giamaica, Messico, Panama, Paraguay e Perù.
Il testo contiene anche una forte condanna della "violazione sistematica dei diritti umani e delle libertà fondamentali" in Venezuela, così come "la violenza, la repressione e la persecuzione politica, l'esistenza di prigionieri politici, e l'assenza di elezioni libere monitorate da osservatori internazionali indipendenti". I 13 paesi ratificano anche la loro disponibilità ad appoggiare "in modo urgente e in un quadro di rispetto verso la sovranità venezuelana" ogni possibile "negoziazione credibile" per arrivare in modo pacifico alla "restaurazione democratica nel Paese".
In una dichiarazione diffusa al termine di un vertice tra ministri degli Esteri, i paesi annunciano che non riconoscono la Costituente di Maduro, né gli atti che essa possa emanare, e manifestano il loro "pieno appoggio e solidarietà all'Assemblea nazionale", in mano all'opposizione. Il documento è stato firmato dai rappresentanti di Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costarica, Guatemala, Honduras, Giamaica, Messico, Panama, Paraguay e Perù.
Il testo contiene anche una forte condanna della "violazione sistematica dei diritti umani e delle libertà fondamentali" in Venezuela, così come "la violenza, la repressione e la persecuzione politica, l'esistenza di prigionieri politici, e l'assenza di elezioni libere monitorate da osservatori internazionali indipendenti". I 13 paesi ratificano anche la loro disponibilità ad appoggiare "in modo urgente e in un quadro di rispetto verso la sovranità venezuelana" ogni possibile "negoziazione credibile" per arrivare in modo pacifico alla "restaurazione democratica nel Paese".