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Argentina, le primarie rafforzano Macri. Kirchner lotta per allontanare il declino

Mauricio Macri esulta dopo i primi risultati delle primarie (ansa)
Argentini al voto per indicare i candidati alle elezioni legislative del prossimo 22 ottobre. I candidati della coalizione governativa "Cambiemos" vincono in quasi tutte le principali province. Nel distretto chiave di Buenos Aires testa a testa per la poltrona al Senato tra la ex "presidenta" e Esteban Bullrich
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BUENOS AIRES - I 33,1 milioni di argentini aventi diritto di voto hanno espresso il loro consenso alla linea del presidente Mauricio Macri premiando la coalizione governativa nelle primarie che precedono le elezioni legislative del prossimo 22 ottobre. Un passaggio, le Paso (primarie aperte, simultanee e obbligatorie), con cui le singole forze politiche definiscono col voto popolare i loro candidati, ma anche un risultato capace di indicare quale sarà l'esito delle legislative. Perché è ben più di un sondaggio, visto che il voto è obbligatorio e la simultaneità impedisce all'elettore di una determinata forza politica di votare anche per quella rivale per influenzare la scelta dei suoi candidati.

Ebbene, quando lo spoglio è ancora in corso, l'esito del voto indica già che una grande maggioranza di argentini sostiene le politiche pro-mercato promosse da quasi due anni da Macri, presidente dal dicembre 2015. Risultato p…
BUENOS AIRES - I 33,1 milioni di argentini aventi diritto di voto hanno espresso il loro consenso alla linea del presidente Mauricio Macri premiando la coalizione governativa nelle primarie che precedono le elezioni legislative del prossimo 22 ottobre. Un passaggio, le Paso (primarie aperte, simultanee e obbligatorie), con cui le singole forze politiche definiscono col voto popolare i loro candidati, ma anche un risultato capace di indicare quale sarà l'esito delle legislative. Perché è ben più di un sondaggio, visto che il voto è obbligatorio e la simultaneità impedisce all'elettore di una determinata forza politica di votare anche per quella rivale per influenzare la scelta dei suoi candidati.

Ebbene, quando lo spoglio è ancora in corso, l'esito del voto indica già che una grande maggioranza di argentini sostiene le politiche pro-mercato promosse da quasi due anni da Macri, presidente dal dicembre 2015. Risultato per niente scontato, anche perchè la Casa Rosada non è riuscita ancora a far decollare un'economia in preda all'inflazione, con una crescita che arranca, consumi al rallentatore e seri problemi sul piano dell'occupazione.

"Questa è una giornata importante per la storia del nostro Paese" ha sottolineato il presidente Mauricio Macri, commentando l'esito del voto dal bunker del fronte governativo Cambiemos, allestito in un centro congressi di Buenos Aires. "Sono molto emozionato - ha proseguito Macri, a spoglio ancora in corso - Per il Paese si possono aprire le porte per i migliori venti anni della sua storia. Il cambiamento è vivo più che mai. E non appartiene a questo governo, ma a tutti gli argentini".

Come in tante altre elezioni, il distretto elettorale chiave delle primarie è stata la provincia di Buenos Aires, dove è ancora in corso lo scrutinio e un durissimo e teso testa a testa tra il candidato di Cambiemos, Esteban Bullrich, e la ex "presidenta" peronista Cristina Fernandez de Kirchner. Un anno e mezzo dopo la bruciante sconfitta alle presidenziali, la Kirchner puntava a essere eletta senatrice per la provincia della Capitale. All'inizio dello scrutinio Kirchhner era data per battuta, poi grazie al sostegno dei tanti quartieri peronisti della gigantesca Buenos Aires è riuscita a raggiungere Bullrich. Quando si è oltre il 95% delle schede scrutinate, Bullrich guida la sfida con il 34,21% dei consensi, Kirchner insegue al 34,10%. Uno scarto davvero esiguo, che lascia aperto ogni pronostico sul vincitore di ottobre.

Kirchner è a un passaggio fondamentale nella sua vicenda politica, perché una nuova debacle aprirebbe una resa di conti all'interno del peronismo alla ricerca di una nuova leadership. Che resta sullo sfondo delle prossime legislative, perché Cambiemos ha prevalso in circa metà delle 24 province argentine e in particolare a Cordoba, Mendoza e Santa Fe, storici bastioni peronisti o di partiti locali. Il peronismo esce comunque ferito dalla domenica elettorale e bisognoso di un rinnovamento.