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Afghanistan, kamikaze e raid in moschea sciita a Kabul: 20 morti e oltre 50 feriti

Un commando di quattro uomini ha fatto irruzione nel giorno della preghiera mentre all'interno si trovavano numerosi fedeli. Intervento delle forze speciali antiterrorismo: morti i quattro assalitori, di cui due attentatori suicidi. Isis rivendica. Feriti curati anche da Emergency, che denuncia: "Paese estremamente insicuro. Ma Ue rifiuta asilo agli afgani e li rimpatria"

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KABUL - Un commando armato ha fatto irruzione nella moschea sciita "Imam Zaman" di Kabul mentre era in corso la preghiera del venerdì. Sono stati uditi spari ed esplosioni, poi sono intervenute le forze antiterrorismo afgane. Solo dopo diverse ore la polizia ha annunciato che l'operazione era conclusa. Morti gli assalitori, quattro, di cui due kamikaze. Il bilancio dell'azione terroristica è comunicato, dopo ore di incertezza, da Mohammad Ismail Kawoosi, funzionario del ministero della Salute: "Ci sono 20 morti e oltre 50 feriti". Al termine dell'operazione, il portavoce del ministero dell'Interno, Najib Danish, aveva parlato provvisoriamente di 12 vittime: dieci civili, un poliziotto e un agente delle forze speciali. Secondo fonti del consiglio sciita, tra le vittime ci sarebbe anche il religioso che officiava la preghiera del venerdì.

Lo Stato Islamico ha rivendicato l'attacco. La famigerata agenzia di stampa Amaq, megafono della comunicazione dell'Isis, parla di "due combattenti che hanno portato l'assalto in cerca del martirio", facendo riferimento all'azione dei due kamikaze. Già in passato l'Isis aveva preso di mira gli sciiti della regione. In particolare, l'assalto alla moschea sarebbe la terza irruzione da parte di suoi militanti in un luogo di culto sciita in meno di un anno, dopo quelle realizzate a Kabul e rivendicate nel novembre 2016 e nel giugno di quest'anno.
 
L'interno della moschea al termine dell'operazione antiterrorismo (reuters)

Il raid terroristico è iniziato alle 13, ora locale, le 10 e 30 in Italia, mentre la moschea era stipata di fedeli per la preghiera. Secondo la tv Tolo, che cita testimoni oculari, il gruppo armato ha assaltato la moschea, nella zona di Qala-e-Najarha, lanciando delle granate. Quattro uomini con indosso divise militari avrebbero ucciso due guardie e sarebbero poi penetrati nell'edificio ferendo varie persone. Poco dopo si è sentita un'esplosione nel cortile. È poi iniziato uno scontro a fuoco  con le forze speciali antiterrorismo, mentre l'area veniva isolata dalla polizia.
 
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L'ospedale di Emergency ha ricevuto 11 feriti. "Abbiamo attivato le procedure di mass casualty in attesa di capire se arriveranno altre vittime - ha spiegato Dejan Panic, coordinatore del Programma Afghanistan di Emergency -. Kabul è una città estremamente insicura. Ogni giorno riceviamo feriti, da pallottola o per un'esplosione poco conta. Ogni giorno sappiamo che qualcuno in città pagherà il prezzo per questa guerra insensata. Questa città, questo Paese non hanno pace".

Secondo l'ultimo rapporto di Unama, la missione delle Nazioni Unite in Afghanistan, nel corso del primo semestre 2017 sono stati uccisi 1.662 civili e 3.581 sono stati feriti.  Unama stima che oltre il 40% delle vittime sia stato causato da attacchi esplosivi. Malgrado la presenza del governo e delle rappresentanze internazionali, Kabul continua a essere la città che ha registrato più vittime, a causa soprattutto degli attacchi suicidi: 986 tra morti o feriti con un incremento del 59% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
 
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"Nonostante le condizioni del Paese peggiorino di giorno in giorno e nonostante diverse rappresentanze diplomatiche europee abbiano deciso di lasciare il Paese per ragioni di sicurezza - scrive ancora Emergency -, l'Unione Europea  continua nella sua decisione di rimpatriare gli afgani. L'Unione Europea e il governo afgano hanno ratificato un accordo per il rimpatrio, anche forzato, degli afgani a cui è stato rifiutato il diritto di asilo  e molti Paesi europei stanno già procedendo ai rimpatri".