RANGOON - Militanti musulmani Rohingya hanno attaccato in modo coordinato 30 posti di blocco della polizia e una base dell'esercito nello stato birmano di Rakhine: nelle violenze sono morte 71 persone, tra cui 59 insorti e 12 membri delle forze di sicurezza. Lo hanno fatto sapere il governo e l'esercito.
Gli scontri sono ancora in corso in alcune zone. La Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA), gruppo precedentemente noto come Harakah al-Yaqin che aveva istigato attacchi simili avvenuti a ottobre scorso, ha promesso nuove violenze.
La tensione è legata al trattamento dei diritti umani della minoranza musulmana Rohingya, nel Paese a maggioranza buddista. Ai membri della minoranza è negata la cittadinanza e molti nel Paese li considerano come immigrati illegali dal Bangladesh, nonostante essi abbiano radici nella regione da secoli.
Gli scontri sono ancora in corso in alcune zone. La Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA), gruppo precedentemente noto come Harakah al-Yaqin che aveva istigato attacchi simili avvenuti a ottobre scorso, ha promesso nuove violenze.
La tensione è legata al trattamento dei diritti umani della minoranza musulmana Rohingya, nel Paese a maggioranza buddista. Ai membri della minoranza è negata la cittadinanza e molti nel Paese li considerano come immigrati illegali dal Bangladesh, nonostante essi abbiano radici nella regione da secoli.