Theresa May ha annunciato così che intende ricandidarsi a primo ministro alle elezioni del 2022: una decisione clamorosa, del tutto sorprendente, dopo l'umiliante risultato delle elezioni del giugno scorso, in cui la leader conservatrice ha perso la maggioranza assoluta in parlamento ed è stata costretta a formare un governo di coalizione con un controverso partito unionista nord-irlandese per riuscire a mantenere il potere.
Subito dopo il voto di giugno, riconoscendo le proprie responsabilità in una campagna elettorale disastrosa, iniziata con un vantaggio di 20 punti nei sondaggi e conclusa con una vittoria per un pelo, May lasciò capire che per la sua leadership era cominciato il conto alla rovescia: "Resterò fin quando vorrete, il tempo necessario a riparare i danni", dichiarò davanti al suo ufficio.
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Una parte dei Tories avrebbero voluto che si dimettesse subito, altri erano disposti a darle qualche mese, altri ancora fino alla conclusione del negoziato sulla Brexit, ovvero fino al marzo 2019. Ma nel partito scalpitavano i pretendenti al suo posto e finora l'opinione dominante era che non sarebbe potuta comunque rimanere nell'incarico sino alla fine della legislatura: perché, con lei alla guida, i conservatori appaiono condannati a cedere il potere ai laburisti di Jeremy Corbyn.
La copertina dell'Economist : "Theresa Maybe, l'indecisa premier britannico"
"Dopo sei mesi, ciò che vuole fare il nuovo primo ministro non è ancora chiaro, forse nemmeno a lei". Scrive così il settimanale britannico questa settimana, dedicando la copertina a Theresa May. Con un titolo che gioca con il suo nome (Theresa forse), che ha avuto molto successo sui social. La premier è accusata di non aver ancora deciso una linea chiara riguardo a molti temi, come la Brexit. E viene messa in dubbio anche la gestione dell'economia interna: "Il gran parlare di trasformare la società e addomesticare il capitalismo - si legge - ha prodotto solo proposte timide". E viene criticata, in sostanza, anche l'abitudine di cambiare idea troppo spesso e di non aver realizzato quelle "rivoluzioni" che erano state annunciate
Dunque, ha insistito il reporter, si prepara a guidare i conservatori alle prossime elezioni? "Sì, sono qui per il lungo termine", ha replicato la premier. "Quel che voglio fare è negoziare la Brexit, ma non si tratta soltanto della Brexit", ha aggiunto. "Ci sono programmi per cambiare le cose a livello domestico, piani di giustizia sociale, cambiamenti nel lungo termine".
Brexit, le prime pagine dei quotidiani internazionali
L'avvio formale della Brexit domina la maggioranza delle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Le foto e le grafiche scelte spaziano dal puzzle incompiuto del Guardian, all'immagine di Theresa May che firma la lettera per la notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona per Wall Street Journal, Financial Times, El Pais e molti altri
La reazione dei laburisti non si è fatta attendere. "È un'illusa", commenta John Trickett, membro del governo ombra del Labour. "Theresa May capeggia un governo di zombie. Prima se ne va, meglio sarà per il nostro paese". Più cauti i suoi rivali o avversari nel partito conservatore. "Ha il mio sostegno", dice il ministro degli Esteri Boris Johnson, con lei a Tokyo, sebbene siano note le sue aspirazioni a portarle via la poltrona di Downing Street. Altri osservano che, con la trattativa sulla Brexit che entra nella fase cruciale nelle prossime settimane, è naturale che la premier cerchi di non sembrare "un'anatra zoppa".
E qualcuno scommette che l'iniziativa ha in realtà uno scopo a breve termine: impedire un complotto per costringerla a dimettersi fra poco più di un mese, al congresso annuale dei Tories, dove rischia di essere sottoposta a un processo per i suoi errori in campagna elettorale.
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Ma per il momento Theresa May, forse rinfrancata dal riposo estivo, dalle passeggiate ai laghi e in montagna in Italia con il marito, prova a ripresentarsi come una degna erede della Thatcher, una che "non si arrende" e non si toglie di mezzo, insomma l'immagine che aveva prima della disastrosa campagna elettorale. I prossimi mesi riveleranno se è ritornata a essere una lady di ferro - o se rimane una "lady di latta" come l'hanno ribattezzata i commentatori inglesi dopo le recenti elezioni.