L'Australia nega il visto agli antivaccinisti: l'ultimo caso, dopo i due di luglio, è quello di uno scrittore americano che aveva in programma per il prossimo dicembre un tour di conferenze, in cui avrebbe chiesto un bando di 5 anni per le vaccinazioni. A segnalare la vicenda è la Bbc.
Il ministro australiano per l'Immigrazione, Peter Dutton, ha confermato il rifiuto del visto a Kent Heckenlively, questo il nome dell'uomo, che si autodefinisce come "l'anti-vax n.1 al mondo", perchè gli antivaccinisti sono "persone pericolose. Non è nell'interesse del paese che lui venga qui".
Nel mese di luglio, anche a due attiviste antivaccini, Polly Tommey e Suzanne Humpreys, è stato proibito di entrare in Australia per tre anni. Le due donne sostenevano il legame tra vaccini e autismo.
All'inizio dell'anno il Paese ha iniziato a considerare una legge nazionale, sulla scorta di quanto deciso da alcuni stati, per proibire l'iscrizione a centri infantili e asili ai bambini non vaccinati.
Provvedimenti che non stupiscono, nel Paese oceanico, che, al pari della limitrofa Nuova Zelanda, adotta controlli severissimi sui viaggiatori in entrata, tanto nei casi di sospette epdidemie-pandemie (i controlli agli aeroporti durante la suina del 2009 erano tra i più rigidi), che sulle merci e persino sui materiali terrosi (e relativi organismi non endemici) che possono arrivare a mezzo di attrezzi sportivi o abbigliamento da trekking
Il ministro australiano per l'Immigrazione, Peter Dutton, ha confermato il rifiuto del visto a Kent Heckenlively, questo il nome dell'uomo, che si autodefinisce come "l'anti-vax n.1 al mondo", perchè gli antivaccinisti sono "persone pericolose. Non è nell'interesse del paese che lui venga qui".
Nel mese di luglio, anche a due attiviste antivaccini, Polly Tommey e Suzanne Humpreys, è stato proibito di entrare in Australia per tre anni. Le due donne sostenevano il legame tra vaccini e autismo.
All'inizio dell'anno il Paese ha iniziato a considerare una legge nazionale, sulla scorta di quanto deciso da alcuni stati, per proibire l'iscrizione a centri infantili e asili ai bambini non vaccinati.
Provvedimenti che non stupiscono, nel Paese oceanico, che, al pari della limitrofa Nuova Zelanda, adotta controlli severissimi sui viaggiatori in entrata, tanto nei casi di sospette epdidemie-pandemie (i controlli agli aeroporti durante la suina del 2009 erano tra i più rigidi), che sulle merci e persino sui materiali terrosi (e relativi organismi non endemici) che possono arrivare a mezzo di attrezzi sportivi o abbigliamento da trekking