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Spagna, media: per la prova del dna Pilar Abel non è figlia di Salvador Dalì

La donna diceva di essere nata da una relazione clandestina dell'artista e un giudice aveva ordinato l'esumazione del cadavere. Il Pais cita un comunicato della Fondazione Gala-Dalì, secondo cui la "vicenda è chiusa". Il verdetto del tribunale è atteso il 18 settembre
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Pilar Abel Martinez non è la figlia di Salvador Dalì, anzi tra la 61enne catalana e il pittore non c'è alcun legame di parentela. È questo, secondo quanto riferisce la stampa spagnola, l'esito delle prove del dna eseguite dopo l'esumazione del cadavere del genio del surrealismo. 

L'esumazione dell'artista era stata ordinata da un giudice di Madrid il 23 luglio scorso, proprio con lo scopo di raccogliere campioni di dna. Ma il confronto con quello della donna, una ex-cartomante di di Girona, nel nord della Catalogna, ha dato risultato negativo, riferisce El Pais online citando un comunicato della Fondazione Gala-Dalì. La donna sosteneva di essere frutto di una relazione clandestina nel 1956 a Cadaques fra sua madre, domestica in una famiglia in vacanze nella zona, e il pittore.

La donna però non intende darsi per vinta: "Nè io né il mio avvocato abbiamo riscevuto un comunicato ufficiale con il risul…
Pilar Abel Martinez non è la figlia di Salvador Dalì, anzi tra la 61enne catalana e il pittore non c'è alcun legame di parentela. È questo, secondo quanto riferisce la stampa spagnola, l'esito delle prove del dna eseguite dopo l'esumazione del cadavere del genio del surrealismo. 

L'esumazione dell'artista era stata ordinata da un giudice di Madrid il 23 luglio scorso, proprio con lo scopo di raccogliere campioni di dna. Ma il confronto con quello della donna, una ex-cartomante di di Girona, nel nord della Catalogna, ha dato risultato negativo, riferisce El Pais online citando un comunicato della Fondazione Gala-Dalì. La donna sosteneva di essere frutto di una relazione clandestina nel 1956 a Cadaques fra sua madre, domestica in una famiglia in vacanze nella zona, e il pittore.

La donna però non intende darsi per vinta: "Nè io né il mio avvocato abbiamo riscevuto un comunicato ufficiale con il risultato". Duro il commento della Fondazione: "l'inusuale e ingiustificata decisione del giudice di ordinare l'esumazione si è confermata inadequata e sproporzionata". Per la stessa Fondazione non c'è comunque più alcun dubbio: "Il risultato mette la parola fine a tutta la vicenda e a una polemica assurda". Il verdetto finale del tribunale è atteso per il prossimo 18 settembre, ma la prova era considerata decisiva e imprescindibile: in caso di riconocimento della paternità, la donna poteva aspirare al 25% dell'eredità del pittore, morto il 23 gennaio 1989 senza discendenti.