✕

Mosca: "Ucciso in un raid Khalimov, ministro della guerra Isis"

La Russia annuncia la morte di uno dei principali leader dello Stato Islamico, successore del ceceno Al Shishani: sarebbe stato eliminato nei pressi di Deir el-Zor, in Siria. Forse usato il "padre di tutte le bombe", ordigno potentissimo di Mosca. "Ucciso anche al Shimali", tra i responsabili del reclutamento di "foreign fighter" del Califfato
1 minuti di lettura
MOSCA -  La Russia avrebbe sganciato il “padre di tutte le bombe” sulla città siriana orientale di Deir el-Zor uccidendo 40 combattenti dell’Isis, tra cui quattro comandanti. Tra questi: Abu Muhammad al-Shimali, il responsabile dei “foreign fighters”, e il cosiddetto “ministro della guerra” Gulmurod Khalimov.  

L’attacco. Il raid ha distrutto una rete di bunker costruita dall’Isis intorno all’aeroporto e a una base accerchiata dall’aprile 2014. Martedì l’esercito siriano era riuscito a rompere l’assedio e a ricongiungersi con le forze governative presenti in città. Il raid è stato condotto giovedì da Su-34 e Su-35 dopo che l’intelligence aveva saputo di un incontro dei vertici dell’Isis nella base sotterranea. L’obiettivo ora è riconquistare l’aeroporto. A guidare l’offensiva sono il generale Hassan “Nimr” (Ti…
MOSCA -  La Russia avrebbe sganciato il “padre di tutte le bombe” sulla città siriana orientale di Deir el-Zor uccidendo 40 combattenti dell’Isis, tra cui quattro comandanti. Tra questi: Abu Muhammad al-Shimali, il responsabile dei “foreign fighters”, e il cosiddetto “ministro della guerra” Gulmurod Khalimov.  

L’attacco. Il raid ha distrutto una rete di bunker costruita dall’Isis intorno all’aeroporto e a una base accerchiata dall’aprile 2014. Martedì l’esercito siriano era riuscito a rompere l’assedio e a ricongiungersi con le forze governative presenti in città. Il raid è stato condotto giovedì da Su-34 e Su-35 dopo che l’intelligence aveva saputo di un incontro dei vertici dell’Isis nella base sotterranea. L’obiettivo ora è riconquistare l’aeroporto. A guidare l’offensiva sono il generale Hassan “Nimr” (Tigre) Saleh, già a capo della riconquista di Aleppo Est, e Mohamed Khadour.  Il “ministro della guerra”. Ex ufficiale dell’esercito tagiko addestratosi negli Stati Uniti, Gulmurod Salimovich Khalimov, 42 anni, si era unito all’Isis due anni fa. Un anno fa era stato nominato “ministro della guerra” al posto di Abu Omar al-Shishani, ucciso nel luglio 2016. Aveva pubblicato diversi video minacciando di tornare in Tajikistan a imporre la sharia e di condurre il jihad contro la Russia. Aveva guidato la riconquista di Palmira il dicembre scorso e la difesa di Mosul. Gli Stati Uniti avevano posto una taglia di tre milioni di dollari sulla sua testa. La sua uccisione era stata già annunciata lo scorso aprile. 

Il responsabile dei “foreign fighter”. Classe 1979, nazionalità saudita, Abu Muhammad al-Shimali, era il responsabile della supervisione dei combattenti stranieri dell’Isis, oltre ad avere alcune mansioni finanziarie. Era entrato a far parte di Al Qaeda nel 2005 per poi unirsi allo Stato islamico. Sarebbe stato anche lui ad addestrare in Siria i kamikaze responsabili degli attentati terroristici del 13 novembre 2015 a Parigi. Su di lui pendeva una taglia da cinque milioni di dollari. 

La bomba. Il ministro russo della Difesa non ha ancora confermato l’impiego della bomba Foab a Deir el-Zor, ma è molto probabile. La Russia sta usando la Siria come terreno di prova per i suoi nuovi armamenti. Soprannominato “Father of all bombs”, Foab, ma noto ufficialmente come “Aviation Thermobaric Bomb of Increased Power”, Atbip, il nuovo ordigno usa un potente esplosivo potenziato con una mistura di polvere di alluminio e di ossido di etilene, componenti usati in altre note armi termobariche, in modo da creare un’esplosione fortissima con una potente onda d’urto. La bomba pesa oltre 6300 chilogrammi e ha una potenza da 44 tonnellate di Tnt. Più leggera, ma più devastante della cosiddetta “madre di tutte le bombe”, impiegata dagli Stati Uniti in Afghanistan lo scorso aprile.