Cipro, papà siriano ritrova i figli in un campo rifugiati: il bacio attraverso il filo spinato
Era passato più di un anno dall'ultima volta che Ammar Hammasho aveva visto i suoi quattro figli e sua moglie. Ma la speranza di poterli riabbracciare non si era mai spenta. Quando ha saputo che nel campo di Kokkinotrimithia di Cipro erano arrivati 250 profughi siriani sentiva che tra loro c'erano anche i suoi cari. La sua storia è stata raccontata dal fotografo dell'agenzia Reuters Yiannis Kourtoglou, al quale Ammar ha spiegato: ''La polizia mi aveva detto che dovevo aspettare ancora mezzora. Ma non ce l'ho fatta e appena li ho visti sono corso verso di loro per baciarli''. La moglie e i piccoli di 7, 5, 4 anni e 18 mesi hanno viaggiato in mare per più di 24 ore, dopo essersi imbarcati a Mersin, in Turchia. Lo stesso viaggio Ammar lo aveva compiuto un anno prima, quando aveva raggiunto Cipro da solo in cerca di un lavoro. Grazie ai soldi guadagnati come carpentiere ha inviato alla sua famiglia i seimila dollari necessari per la traversata. ''La mia casa in Siria è ridotta in polvere, non possiamo vivere lì. Non abbiamo un posto dove stare, abbiamo anche perso uno dei nostri figli. Quando la guerra finirà torneremo a casa. E' il nostro paese''