Terremoto in Messico: "Non ci sono più bambini fra macerie della scuola". Accertate oltre 270 vittime
(reuters)
I media mondiali hanno seguito la vicenda di una 12enne che si pensava fosse intrappolata dal giorno del sisma: qualcuno aveva sentito la sua voce sotto i resti dell'edificio crollato sui piccoli delle elementari, i maestri e il personale. Il sottosegretario per la Marina: "Probabilmente è un'impiegata"
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CITTA' DEL MESSICO - Dal 19, quando il terremoto ha colpito il Messico, paura e speranza si sono mescolate insieme alle storie delle vittime e dei dispersi, dei tanti ancora sotto le macerie. Quando il movimento tellurico, 7,1 sulla scala Richter, ha risvegliato i sismografi, è crollata un'intera scuola elementare, la Enrique Rebsamen, travolgendo bambini, maestri e personale che lavorava nell'edificio. Sotto i resti qualcuno aveva sentito una voce di bambina. La vocina di una dodicenne che i media hanno ribattezzato Frida Sofia.
"Ma non c'è nessuna bambina chiamata così intrappolata sotto la scuola elementare" ha detto oggi il sottosegretario messicano per la Marina, Angel Enrique Sarmiento. Non ci sono bambini, ha spiegato. Se vi è un sopravvissuto sotto le macerie si tratterebbe di una persona adulta, probabilmente un'impiegata nella scuola.
Parlando con i cronisti, Sarmiento ha detto che tutti i bambini della scuola sono stati identificati, undici dei quali sono stati tratti in salvo e consegnati alle famiglie. Sarmiento ha inoltre sottolineato che secondo i registri ufficiali della Segreteria di Istruzione e gli insegnanti della scuola non esiste nessuna bambina chiamata Frida Sofia fra gli alunni.
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La sua storia però ha tenuto il Paese col fiato sospeso. La piccola si pensava fosse rimasta incastrata sotto le rovine dello stabile, protetta da una tavola di granito. In centinaia hanno lavorato senza sosta attorno alla scuola, nel silenzio assoluto, cercando di percepire ogni minimo rumore.
L'operazione di salvataggio è stata seguita in diretta da un'emittente locale, Televisa, le cui telecamere e i cui giornalisti hanno accesso speciale al luogo in cui si sta scavando. Secondo l'emittente, i soccorritori avevano visto la mano della bambina che veniva fuori dalle macerie e Frida Sofia era divenuta simbolo di speranza e coraggio. Come anche la figura in soccorritore, un civile, che la stampa ha ribattezzato Jorge Houston, dal nome della città statunitense stampato sulla maglietta che indossa da giorni.
Il BILANCIO. Le vittime sono almeno 273, ma il bilancio è ancora provvisorio. Sono 72 le ore, almeno secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in cui si può trovare viva una persona sotto le macerie. Le squadre di soccorso (civili, militari, ma anche volontari) lavorano senza sosta. Il presidenter Pena Nieto s'è detto certo che potrebbero esserci ancora una decina di persone vive sotto le macerie di diversi palazzi crollati a Città del Messico.
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