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Bali, il vulcano Agung 'minaccia' il risveglio: 75.000 sfollati e crollo delle prenotazioni

Nell'isola dell'Indonesia l'aumento delle scosse telluriche nella zona del monte fa temere un'eruzione come quella che nel 1963 provocò 1600 morti. Protezione civile e volontari mobilitati. Anche Vanuatu, un arcipelago vicino alle Figi, è stato colpito da cenere e lapilli
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Terra che trema, forti rumori e fumo bianco. Il vulcano Agung, nell'isola di Bali, in Indonesia, torna a fare paura dopo oltre cinquant'anni. È ripresa l'attività sismica e nella sola giornata di lunedì si sono registrati ben 564 movimenti al suo interno.

"L'aumento del numero di shock tellurici mostra che il magma continua a salire verso la superficie e che il vulcano sta entrando in una fase critica" ha dichiarato l'Osservatorio indonesiano di vulcanologia e pericoli geologici, che ha invitato i turisti ad allontanarsi dalla zona interessata.

Un timore decisamente non esagerato: con l'ultima eruzione, nel 1963, la lava arrivò fino a Jakarta, a circa mille chilometri di distanza, facendo 1600 vittime. "La probabilità di eruzione è abbastanza elevata, ma non è possibile prevedere quando questo accadrà" ha detto Sutopo Purwo Nugroho, il direttore dell'Agenzia di gestione dei r…
Terra che trema, forti rumori e fumo bianco. Il vulcano Agung, nell'isola di Bali, in Indonesia, torna a fare paura dopo oltre cinquant'anni. È ripresa l'attività sismica e nella sola giornata di lunedì si sono registrati ben 564 movimenti al suo interno.

"L'aumento del numero di shock tellurici mostra che il magma continua a salire verso la superficie e che il vulcano sta entrando in una fase critica" ha dichiarato l'Osservatorio indonesiano di vulcanologia e pericoli geologici, che ha invitato i turisti ad allontanarsi dalla zona interessata.

Un timore decisamente non esagerato: con l'ultima eruzione, nel 1963, la lava arrivò fino a Jakarta, a circa mille chilometri di distanza, facendo 1600 vittime. "La probabilità di eruzione è abbastanza elevata, ma non è possibile prevedere quando questo accadrà" ha detto Sutopo Purwo Nugroho, il direttore dell'Agenzia di gestione dei rischi del vulcano. 
Per evitare un nuovo disastro, il governo ha deciso di far evacuare 75.000 residenti le cui abitazioni si trovano in una zona compresa in 12 km dal cratere del vulcano, attivando un servizio di accoglienza per tutti gli sfollati.
 
(ansa)
Agung si trova nella parte più alta di Bali, a 3.000 metri di altitudine e non è l'unico vulcano dell'isola. L'intera Indonesia si trova lungo la cosiddetta "cintura di fuoco", cioè una lunga linea di vulcani, ben 120, ancora attivi o sommersi. Una caratteristica che rende le terre fertili e particolarmente adatte all'agricoltura. Ma, come in questo caso, a volte i vulcani decidono di 'ribellarsi'. 

Come sta accadendo a Vanuatu, un arcipelago tra le isole Figi e le Salomone, colpito dall'eruzione del vulcano Manaro Voui, che i giorni scorsi ha ricoperto Abae, una delle isole del territorio, di cenere e lapilli, costringendo le scuole alla chiusura. Il 70% degli abitanti è stato evacuato e cibo e acqua scarseggiano. 

A Bali la situazione sembra invece ancora sotto controllo. Nel luogo sono arrivati convogli della protezione civile ed è stata fondamentale la solidarietà dei cittadini. In migliaia hanno inviato beni di prima necessità, cibo, coperte e acqua minerale, caricati in camion che hanno raggiunto i centri di raccolta. "Gli sfollati necessitano principalmente di cibo come riso, spaghetti istantanei, olio e acqua", ha detto Ketut Subandi, la responsabile logistica nel villaggio di Tana Ampo, il più vicino al vulcano. "Questa mattina eravamo preoccupati perché il riso stava finendo, ma ora abbiamo ricevuto nuovi rifornimenti" ha aggiunto, soddisfatta del sostegno degli indonesiani. Gli sfollati hanno ricevuto anche 640.000 maschere, 12.500 materassi, 8.400 coperte, tende e 75.000 dollari. 
 
(ansa)


Le altre zone del Paese, in particolare quelle turistiche, e che distano 75 km da Agung, non sembrerebbero interessate dal pericolo di un'eruzione. Il governo ha suggerito ai visitatori di non avere paura e di mantenere la tranquillità senza lasciare l'isola. Infatti, la conseguenza immediata del risveglio del vulcano è stato il crollo delle prenotazioni. Su twitter in moltissimi hanno chiesto novità e parecchi turisti hanno annullato i viaggi in programma. "Ci sarà sicuramente un impatto sulle vendite, ma non conosciamo ancora le cifre" è il commento di un dipendente dell'agenzia di viaggi PT Bayu Buana.

Gli aerei volano regolarmente e l'aeroporto di Denpasar, nella capitale, è aperto come al solito. Tuttavia molte compagnie sono pronte ad annullare le tratte da e per Bali, e monitorano la situazione in attesa di nuovi movimenti di Agung. Virgin Australia e Jetstar, ad esempio, hanno rassicurato i viaggiatori sulla presenza di carburante in più per un'eventuale fuga da Bali.