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Eutanasia: morta in Belgio la scrittrice francese Anne Bert

Nel 2015 le era stata diagnosticata una malattia incurabile. Da allora ha fatto sentire la sua voce per la legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito in Francia. A marzo aveva scritto ai candidati all'Eliseo: "Prendetevi le vostre responsabilità"

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A marzo aveva scritto una lettera ai candidati all'Eliseo: "Prendetevi le vostre responsabilità, non negateci il diritto di scegliere come morire". Anne Bert, 59 anni, era affetta da una malattia degenerativa e incurabile, e aveva deciso di porre fine alla sua vita. Ma voleva farlo in maniera legale e che anche gli altri pazienti nelle sue condizioni potessero scegliere, fuori dalla clandestinità. Anne Bert è morta questa mattina nel suo letto di ospedale, in Belgio.

"D'accordo con la mia famiglia, ho deciso di anticipare l'orrore", aveva annunciato poche settimane fa la scrittrice francese. Nel 2015 le era stata diagnosticata la sindorme di Charcot, che colpisce il sistema nervoso. Aveva quindi intrapreso una battaglia per rendere legale l'eutanasia: in Francia la legge Claeys-Leonetti del 2016 prevede la possibilità di una "sedazione profonda e continua" per i malati in fase terminale, ma non autorizza né il suicidio assisito né l'eutanasia. Come Fabiano Antoniani, il cittadino italiano conosciuto con il soprannome "dj Fabo", anche Bert è dovuta andare in un altro Paese perché la sua volontà potesse essere rispettata.

Nella lettera indirizzata a Emmanuel Macron, Marine Le Pen, François Fillon, Jean-Luc Mélenchon e Benoît Hamon, Bert si chiedeva: "Addormentare un malato per lasciarlo morire di fame e di sete è davvero più rispettoso della vita che porvi fine tramite la somministrazione di un prodotto legale?".