Esteri

Libano, le 'donne in bicicletta' arrivano nel campo profughi di Mansoura

Le centoventi donne che pedalano in Libano contro la guerra in Medio Oriente sono giunte al campo profughi di Mansoura, nella Valle della Bekaa, che ospita 260 rifugiati siriani

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BEIRUT - Box di cartone e compensato. Teli cerati e bandoni di plastica. Queste sono le case dei 260 rifugiati siriani che vivono a Ghaza, il campo profughi di Mansoura, nella Valle della Bekaa. Le 120 donne di "Follow the women" che da lunedì pedalano attraverso il Libano per portare un messaggio di pace, li hanno incontrati dopo aver pedalato nelle verdi vallate della Bekaa, benedette dal sole e dai raccolti rigogliosi, ma offese dagli scontri  della guerra civile siriana. Vedere queste persone è un pugno nello stomaco. Nessuna si aspettava che vivessero in condizioni così disperate. Loro, i rifugiati,  che vengono da Aleppo, Homs e Raqqa, cercano in ogni modo di preservare dignità senso della famiglia abitudini ricostruendo ambiti domestici all'interno delle capanne. Ma la differenza è abissale. I bambini, che sono la maggior parte, non vanno a scuola. I genitori fanno qualche lavoretto nei terreni agricoli intorno al campo. Ma non hanno accesso ad altri lavori. Alcuni vivono qui da sei anni. Ogni giorno uguale all'altro. Senza prospettive.

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In Libano i profughi siriani continuano a crescere. Sono arrivati a quasi due milioni. A questi si deve aggiungere quasi un milione di palestinesi che lo stato dei cedri ospita già da decenni. Numeri che pesano su una popolazione libanese di appena 4 milioni. Autotassandosi le donne di Follow the women hanno raccolto 10mila dollari. Saranno il primo finanziamento di un progetto di scolarizzazione dedicato al campo.