SANDUSKY - Nel 2008 ha violentato una bambina di 12 anni, mettendola incinta. Adesso un giudice del Michigan, negli Stati Uniti, ha riconosciuto a Christopher Mirasolo la potestà genitoriale ("parental rights") del bambino nato da quell'abuso e che oggi ha 8 anni.
L'incredibile e controversa decisione, presa dal giudice della contea di Sanilac Gregory Ross, è arrivata dopo che il test del dna ha confermato che il 27enne è il padre biologico del bimbo. "Non ho mai visto niente di simile", ha commentato Rebecca Kiessling, l'avvocato della famiglia della vittima dello stupro.
Per la violenza della ragazza, oggi 21enne, Mirasolo aveva scontato sei mesi di carcere. Nel 2010 era finito di nuovo in carcere, questa volta per quattro anni, per un episodio analogo. "Spero che il violentatore non veda mai il bambino", ha detto la madre della vittima alla Nbc.
Il provvedimento del giudice, arrivato il 25 settembre scorso, "è basato esclusivamente sul consenso". Il nome del padre, nel certificato di nascita del bambino, è stato aggiunto quando la famiglia della ragazza ha fatto richiesta per il pagamento degli alimenti. "Non abbiamo però ricevuto alcun avviso - spiega l'avvocato difensore - che questo passaggio avrebbe potuto portare al riconoscimento della potestà genitoriale del padre biologico".
Dopo il test del dna Mirasolo ha iniziato a versare al bambino 316 dollari al mese. Barbara Yockey, avvocato dell'uomo, ha spiegato che la richiesta non è arrivata da lei e che, al di là del diritto riconosciuto, il 27enne non vedrà il bambino.
L'incredibile e controversa decisione, presa dal giudice della contea di Sanilac Gregory Ross, è arrivata dopo che il test del dna ha confermato che il 27enne è il padre biologico del bimbo. "Non ho mai visto niente di simile", ha commentato Rebecca Kiessling, l'avvocato della famiglia della vittima dello stupro.
Per la violenza della ragazza, oggi 21enne, Mirasolo aveva scontato sei mesi di carcere. Nel 2010 era finito di nuovo in carcere, questa volta per quattro anni, per un episodio analogo. "Spero che il violentatore non veda mai il bambino", ha detto la madre della vittima alla Nbc.
Il provvedimento del giudice, arrivato il 25 settembre scorso, "è basato esclusivamente sul consenso". Il nome del padre, nel certificato di nascita del bambino, è stato aggiunto quando la famiglia della ragazza ha fatto richiesta per il pagamento degli alimenti. "Non abbiamo però ricevuto alcun avviso - spiega l'avvocato difensore - che questo passaggio avrebbe potuto portare al riconoscimento della potestà genitoriale del padre biologico".
Dopo il test del dna Mirasolo ha iniziato a versare al bambino 316 dollari al mese. Barbara Yockey, avvocato dell'uomo, ha spiegato che la richiesta non è arrivata da lei e che, al di là del diritto riconosciuto, il 27enne non vedrà il bambino.