Gli Stati Uniti sarebbero quindi pronti a varare sanzioni contro il Myanmar, se il Paese di Aung San Suu Kyi non prenderà provvedimenti per far rientrare la crisi umanitaria della minoranza musulmana dei Rohingya, che in centinaia di migliaia sono stati costretti a fuggire dallo stato settentrionale del Rakhine per le violenze dell’esercito.
La dichiarazione di pulizia etnica dai vertici dell'amministrazione americana ribalterebbe i rapporti tra gli Stati Uniti e il Myanmar. La Commissione del Senato per gli affari esteri, dovrebbe pronunciarsi a tale proposito nella giornata odierna. Il Dipartimento di Statao a tale proposito non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
Intanto gli Stati Uniti hanno annunciato Il ritiro dell'assistenza militare dalle unità dell'esercito del Myanmar e per gli ufficiali, coinvolti nelle violenze contro i rohingya, che hanno causato un esodo di massa verso il Bangladesh.
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"Abbiamo espresso la nostra seria preoccupazione sugli eventi recenti nello stato del rakhine e gli abusi violenti e traumatici sofferti dai rohingya e da altre comunità - ha dichiarato la portavoce del dipartimento di stato Heather Nauert - è imperativo che chiunque, individuo o entità, responsabile per le atrocità, inclusi attori non statali e vigilanti, sia tenuto a rispondere".
La lunga marcia dei Rohingya, migliaia in fuga dal Myanmar: fotoreportage tra i profughi in viaggio
Si aggrava il bilancio dei rifugiati Rohingya in Bangladesh. L'Unhcr ha reso noto che nelle ultime 24 ore le guardie di frontiera del Bangladesh hanno segnato l'arrivo di oltre 11mila rifugiati provenienti dallo stato birmano del Rachine. Dopo che il 25 agosto scorso l'Arsa - l'esercito per la salvezza dei rohingya nel Rakhine - ha attaccato una stazione di polizia uccidendo 12 persone e provocando la feroce reazione dell'esercto birmano, il numero di chi ha deciso di abbandonare la terra d'origine è nuovamente iniziato a crescere.
I campi profughi bengalesi - che si estendono per chilometri e sono carenti di acqua, cibo e infrastrutture di base - sono ormai al limite tanto da costringere le autorità a dare il via alla più vasta campagna di vaccinazione contro il colera mai compiuta al mondo. "In una situazione del genere ci sono le condizioni per la comparsa di una possibile epidemia", ha spiegato Saakil Faaizullah, responsabile delle comunicazioni Unicef in Bangladesh.
Prima di giungere al confine, tuttavia, i Rohingya devono affrontare un viaggio lungo e difficile durante il quale la carenza di viveri e le lunghe ore di marcia mettono a dura prova la resistenza dei profughi, soprattutto di anziani e bambini, i più deboli tra loro. Alcuni fotografi Reuters hanno seguito i Rohingya lungo il loro pellegrinaggio, immortalando le lacrime, il sudore e la fatica di quello che è considerata tra le minoranze più perseguitate al mondo
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