ROMA - Pizzicato lo scorso settembre dal Washington Post ad aver venduto nel 2016, nel pieno della campagna elettorale per le presidenziali Usa, spazi pubblicitari per 100mila dollari ad entità collegate a Mosca, sospettate di aver sostenuto l'allora candidato repubblicano ed attuale presidente Donald Trump, il fondatore di Facebook Marck Zuckerberg ha annunciato sul suo profilo di voler cambiare le regole per le inserzioni pubblicitarie.
Queste le nuove regole:
· "Stiamo rendendo tutte le pubblicità più trasparenti non solo quelle politiche. Presto inizieremo a sperimentare un sistema per consentire a chiunque visiterà una pagina di Facebook, in caso di annuncio a sfondo politico, di ricercare l'archivio di pubblicità pubblicate in passato. In questo modo sarete in grado di vedere quanto un cliente ha pagato, il tipo di persone che ha visto la pubblicità e le reazioni. Il nostro obiettivo e di aver questo sistema funzionante prima delle elezioni di Midterm del (6 novembre) 2018".
· "Chi pubblica pubblicità politica dovrà ora fornire più informazioni sulla sua identità. Marchieremo la loro pubblicità come politica e dovranno dire chi ha pagato".
· "Stiamo rafforzando i nostri sistemi per scoprire chiunque cercherà di violare queste regole. Stiamo aggiungendo migliaia di persone e stiamo usando computer ad apprendimento automatico per identificare la pubblicità politica, così come facciamo per lo spam".
La sperimentazione del nuovo sistema avverrà "in concomitanza con le elezioni federali Usa", un riferimento generico che non chiarisce se si tratta di quelle politiche di Midterm del 2018 o di quelle presidenziali/legislative del 2020. Ma una cosa è certa: "Lo allargheremo presto ad altre competizioni", scrive Zuckerberg.
Per il fondatore del social network, questi cambiamenti basteranno a rendere più semplice "vedere quali gruppi cercano di fare comunicazione su temi elettorali e renderà più difficile per chiunque violare le regole". Questo non fermerà tutti i "cattivi ma è uno degli importanti passi avanti" che stiamo compiendo "ed altri ne arriveranno presto".
Già ai primi di ottobre, il Ceo di Facebook era apparso in un video per scusarsi per il coinvolgimento del suo social nello scandalo Russiagate: "Chiedo scusa per i modi in cui il mio lavoro è stato usato per dividere le persone invece che unirle, chiedo scusa e farò meglio il mio lavoro".
· "Stiamo rendendo tutte le pubblicità più trasparenti non solo quelle politiche. Presto inizieremo a sperimentare un sistema per consentire a chiunque visiterà una pagina di Facebook, in caso di annuncio a sfondo politico, di ricercare l'archivio di pubblicità pubblicate in passato. In questo modo sarete in grado di vedere quanto un cliente ha pagato, il tipo di persone che ha visto la pubblicità e le reazioni. Il nostro obiettivo e di aver questo sistema funzionante prima delle elezioni di Midterm del (6 novembre) 2018".
· "Chi pubblica pubblicità politica dovrà ora fornire più informazioni sulla sua identità. Marchieremo la loro pubblicità come politica e dovranno dire chi ha pagato".
· "Stiamo rafforzando i nostri sistemi per scoprire chiunque cercherà di violare queste regole. Stiamo aggiungendo migliaia di persone e stiamo usando computer ad apprendimento automatico per identificare la pubblicità politica, così come facciamo per lo spam".
La sperimentazione del nuovo sistema avverrà "in concomitanza con le elezioni federali Usa", un riferimento generico che non chiarisce se si tratta di quelle politiche di Midterm del 2018 o di quelle presidenziali/legislative del 2020. Ma una cosa è certa: "Lo allargheremo presto ad altre competizioni", scrive Zuckerberg.
Per il fondatore del social network, questi cambiamenti basteranno a rendere più semplice "vedere quali gruppi cercano di fare comunicazione su temi elettorali e renderà più difficile per chiunque violare le regole". Questo non fermerà tutti i "cattivi ma è uno degli importanti passi avanti" che stiamo compiendo "ed altri ne arriveranno presto".
Già ai primi di ottobre, il Ceo di Facebook era apparso in un video per scusarsi per il coinvolgimento del suo social nello scandalo Russiagate: "Chiedo scusa per i modi in cui il mio lavoro è stato usato per dividere le persone invece che unirle, chiedo scusa e farò meglio il mio lavoro".