La vice di Rajoy alla guida della Catalogna. Puigdemont: "No a ragione della forza"
di ALBERTO CUSTODERO
Il presidente Puigdemont ha dichiarato l'indipendenza della Catalogna (ansa)
Soraya Saenz de Santamaria sarà la numero uno della Catalogna.Ministro del Govern: 'Andiamo avanti'. La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto con il quale il Governo di Spagna assume le funzioni e le competenze che corrispondono al presidente della Generalitat come previsto nello statuto di autonomia
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ROMA - Sale la tensione tra governo spagnolo e Catalogna. Dopo aver destituito tutte le cariche catalane, il premier Mariano Rajoy sta distribuendo le funzioni e competenze tra i membri del suo governo. Soraya Saenz de Santamaria, già vicepremier, assumerà le competenze di presidente e vicepresidente della Catalogna, divenendo di fatto la numero uno della regione indipendentista. Per Madrid l'ex presidente catalano Carles Puigdemont "sarà il benvenuto" se vorrà candidarsi alle elezioni locali indette per il 21 dicembre.
Ma Puigdemont in un brevissimo intervento sull'emittente regionale Tv3 (con accanto le bandiere della Catalogna e dell'Ue) ha fatto sapere che non accetterà il diktat di Madrid. "La nostra volontà è continuare a lavorare per costruire un Paese libero", ha dichiarato. "E il modo migliore di reagire per difendere le conquiste - ha aggiunto - è un'opposizione democratica all'articolo 155". Il Presidente destituito ha chiesto "pazienza, perseveranza e prospettiva" per continuare a portare avanti il suo piano indipendentista. "Dobbiamo preservarci da repressione e minacce - ha spiegato - senza abbandonare mai un atteggiamento civico e pacifico. Non vogliamo la ragione della forza". "In una società democratica sono i Parlamenti a scegliere i governi - ha detto ancora Puigdemont - ieri abbiamo vissuto una giornata storica". Puigdemont non ha convocato elezioni per scegliere l'Assemblea costituente, come si ipotizzava prima del suo intervento.
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Per il governo spagnolo, però, le parole pronunciate oggi da Puigdemont non hanno alcun valore, anzi, Madrid ricorda che il presidente catalano è stato destituito, e avverte che da ora in poi la valutazione del suo comportamento "rientra nell'ambito giudiziario".
Fonti del governo hanno sottolineato che la Moncloa non commenta le dichiarazioni di Puigdemont, che a "tutti gli effetti non è più il presidente" della Catalogna. Su Twitter il PP parla di atto "gravissimo. L'irresponsabilità di Puigdemont non ha limiti".
• PROCURA SPAGNOLA METTE A PUNTO LE INCRIMINAZIONI
La posizione del Govern era stata anticipata in un tweet dal ministro catalano Josep Rull . "Andiamo avanti", aveva twittato Rull, non prima di aver precisato che, nella riunione di ieri sera convocata dal Puigdemont dopo la proclamazione della Republica, il Govern ha deciso interventi per la rete stradale per 9,5 milioni di euro. Chi nella Generalitat catalana si rifiutasse di cedere le proprie funzioni incorrerebbe nel reato di usurpazione di funzioni pubbliche. La procura generale spagnola sta mettendo a punto l'incriminazione per il reato di sedizione contro gli autori della dichiarazione di indipendenza approvata dal Parlament catalano e prenderà provvedimenti da lunedì.
• IL DECRETO PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE
La Gazzetta Ufficiale (il Boletin Oficial del Estado) ha pubblicato stamane il decreto con il quale il Governo di Spagna assume le funzioni e le competenze che corrispondono al presidente della Generalitat della Catalogna, come previsto nello statuto di autonomia. Di fatto è l'avvio del commissariamento della Regione nell'ambito dell'articolo 155 della Costituzione, la cui applicazione è stata approvata venerdì dal Consiglio dei ministri e ratificata dal Senato, a Madrid. È la prima volta che il governo centrale revoca l'autonomia di una regione dai tempi della dittatura di Francisco Franco, durata dal 1939 al 1975.
• DESTITUITI TUTTI I CONSIGLIERI DEL GOVERN
Il testo, che segnala la necessità di "garantire il funzionamento dell'amministrazione della Generalitat di Catalogna e dei suoi organismi", aggiunge che la vicepremier spagnola, Soraya Saenz de Santamaria, assume le funzioni e le competenze della vicepresidenza catalana, dopo la destituzione di Oriol Junqueras. Ma a lei spetteranno anche le funzioni e le competenze di presidente della Generalitat catalana: così ha deciso Rajoy in un articolo del decreto regio. Nel testo ratificato ieri dal Senato è previsto che le funzioni di presidente della Generalitat siano assunte dal capo dell'esecutivo (Rajoy), tuttavia, in un passaggio successivo, si precisa che il premier delega a sua volta tutte le competenze alla sua vice.
Soraya Saenz incontrerà oggi i segretari di Stato incaricati di prendere il controllo dei ministeri regionali catalani. Sono stati destituiti anche tutti i consiglieri del Govern. Il decreto annulla tutte le strutture all'estero, l'ufficio diplomatico, le rappresentanze negli altri Paesi e nelle organizzazioni internazionali con sede a Ginevra, Strasburgo, Parigi e Vienna.
• SAENZ DE SANTAMARIA: LA FEDELISSIMA DI RAJOY
Nata a Valladolid, una laurea in legge che le ha permesso di insegnare diritto amministrativo, Saenz de Santamaria è avvocato dello Stato (come il marito, dal quale ha avuto un figlio, Ivan, 6 anni). Discreta quanto ambiziosa, da oltre 15 anni è al fianco di Rajoy, Soraya lo ha seguito passo passo anche nella battaglia per ridurre alla ragione i 'ribelli' catalani.
Considerata la donna più potente di Spagna (controlla anche i servizi di intelligence), molto più mediatica di Rajoy, è il volto più conosciuto di un governo che certo non è popolare. Di sicuro è fedele a Rajoy; e se la sfida catalana non le taglierà le ali, è di certo destinata a un futuro luminoso.
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· I MOSSOS SOTTO MADRID
Destituiti anche il direttore dei Mossos d'Esquadra Pere Soller e il maggiore Josep Lluìs Trapero, capo dei Mossos d'Esquadra. Il comando del corpo è andato al numero due di Trapero, Ferran Lopez, che agirà sotto il controllo diretto del governo di Madrid. Trapero è accusato di 'sedizione' dalla magistratura spagnola per le manifestazioni a Barcellona del 20 e 21 settembre. Insieme a lui sono indagati per lo stesso reato i presidenti delle due principali organizzazioni della società civile indipendentista, Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, che sono stati arrestati il 16 ottobre.
Trapero, invece, è in libertà vigilata con l'obbligo di non uscire dal territorio spagnolo. "Proteggere e garantire la sicurezza delle persone è la nostra priorità. Continuiamo a lavorare normalmente", hanno twittato i Mossos d'Esquadra.
Protegir i garantir la seguretat de les persones és la nostra prioritat. Continuem treballant amb normalitat pic.twitter.com/qFi4KQSoKf
• A MADRID MARCIA DI PROTESTA CONTRO INDIPENDENZA
Migliaia di persone si sono riunite a plaza de Colon, nel cuore di Madrid, per difendere l'unità della Spagna e la Costituzione. Tra gli unionisti, convocati dalla Fundacion para la Defensa de la Nacion, molti sventolano la Rojigualda, la bandiera rosso-oro della Spagna. La marcia è contro la dichiarazione d'indipendenza della Catalogna, scaturita dal risultato del referendum, dichiarato illegale dal tribunale costituzionale.
Ieri, invece, a Barcellona e in altre città catalane migliaia di persone hanno celebrato la mozione approvata dal Parlamento regionale per l'indipendenza, passato con 70 voti contro 10 e due astensioni. I parlamentari catalani anti indipendenza hanno disertato la riunione come forma di protesta.