LONDRA - Da Hollywood al Parlamento di Westminster. Lo scandalo degli abusi sessuali scatenato dalle accuse al produttore cinematografico americano Harvey Weinstein contagia la politica britannica, fra indiscrezioni su una lista di 40 deputati conservatori coinvolti in molestie e rivelazioni sul comportamento apparentemente "inappropriato" di almeno un paio di ministri.
Circolate nel week-end, le voci hanno provocato oggi una reazione immediata. Su incarico di Theresa May, seduta al suo fianco in aula, la leader della camera dei Comuni Andrea Leadsom ha dichiarato che il sistema attualmente in vigore per denunciare abusi di natura sessuale tra i parlamentari "è inadeguato" e che uno nuovo dovrà essere adottato "nel giro di giorni". La ex- vice-leader laburista Harriet Harman ha commentato che episodi del genere "gettano discredito" sull'intero Parlamento e ha chiesto che le denunce possano essere fatte sotto la protezione dell'anonimato. Lo Speaker dei Comuni John Bercow, ovvero il presidente del Parlamento, ammonisce: "Ci sarà tolleranza zero" in questo ambito.
Ma in passato la tolleranza per gli abusi sessuali nel mondo politico del Regno Unito è stata altissima, come testimoniano ripetute inchieste degli ultimi anni: l'ultima, appena qualche settimana fa, ha ammesso che lo scomparso primo ministro conservatore Edward Heath, se fosse ancora vivo, verrebbe interrogato sotto l'avvertimento di un possibile arresto per le accuse di decine di giovani che sostengono di essere stati abusati o violentati da lui. Non un caso isolato: un'altra indagine ha fatto emergere anni or sono il sospetto dell'esistenza di una "casa degli orrori" nei pressi del Parlamento, con atti di pedofilia e perfino omicidi per nascondere i loro misfatti da parte di deputati e membri del governo.
Erano scandali del passato, che non hanno ancora portato a incriminazioni perché molti dei suoi protagonisti sono morti. Parallelamente sono emersi abusi dello stesso genere da parte di personalità della Bbc, come il defunto presentatore della hit parade Jimmy Savile, accusato di violenze su decine di giovani donne e di minori, talvolta approfittando anche di malati e orfani. Ma anche lui non poteva più essere messo dietro al banco degli imputati.
La differenza è che lo scandalo scoppiato a Hollywood sta facendo venire fuori abusi del presente, di cui i responsabili potrebbero essere chiamati a rispondere personalmente in tribunali. Fra questi, due uomini dell'esecutivo: il sottosegretario al Commercio Mark Garnier, accusato di avere chiesto alla segretaria di andare a comprargli due vibratori e di chiamarla "tette di zucchero"; e il ministro del Galles Stephen Crabb, che avrebbe inviato messaggi "espliciti" a una 19enne dopo un colloquio di lavoro. Su entrambi Downing Street afferma di avere aperto un'inchiesta. Sull'onda del caso Weinstein, la tolleranza potrebbe finire anche nei corridoi di Westminster.
E altrove: due donne hanno accusato il docente di Oxford Tariq Ramadan, noto esperto di Islam, di averle violentate. L'intellettuale preannuncia che farà causa per diffamazione.
Circolate nel week-end, le voci hanno provocato oggi una reazione immediata. Su incarico di Theresa May, seduta al suo fianco in aula, la leader della camera dei Comuni Andrea Leadsom ha dichiarato che il sistema attualmente in vigore per denunciare abusi di natura sessuale tra i parlamentari "è inadeguato" e che uno nuovo dovrà essere adottato "nel giro di giorni". La ex- vice-leader laburista Harriet Harman ha commentato che episodi del genere "gettano discredito" sull'intero Parlamento e ha chiesto che le denunce possano essere fatte sotto la protezione dell'anonimato. Lo Speaker dei Comuni John Bercow, ovvero il presidente del Parlamento, ammonisce: "Ci sarà tolleranza zero" in questo ambito.
Ma in passato la tolleranza per gli abusi sessuali nel mondo politico del Regno Unito è stata altissima, come testimoniano ripetute inchieste degli ultimi anni: l'ultima, appena qualche settimana fa, ha ammesso che lo scomparso primo ministro conservatore Edward Heath, se fosse ancora vivo, verrebbe interrogato sotto l'avvertimento di un possibile arresto per le accuse di decine di giovani che sostengono di essere stati abusati o violentati da lui. Non un caso isolato: un'altra indagine ha fatto emergere anni or sono il sospetto dell'esistenza di una "casa degli orrori" nei pressi del Parlamento, con atti di pedofilia e perfino omicidi per nascondere i loro misfatti da parte di deputati e membri del governo.
Erano scandali del passato, che non hanno ancora portato a incriminazioni perché molti dei suoi protagonisti sono morti. Parallelamente sono emersi abusi dello stesso genere da parte di personalità della Bbc, come il defunto presentatore della hit parade Jimmy Savile, accusato di violenze su decine di giovani donne e di minori, talvolta approfittando anche di malati e orfani. Ma anche lui non poteva più essere messo dietro al banco degli imputati.
La differenza è che lo scandalo scoppiato a Hollywood sta facendo venire fuori abusi del presente, di cui i responsabili potrebbero essere chiamati a rispondere personalmente in tribunali. Fra questi, due uomini dell'esecutivo: il sottosegretario al Commercio Mark Garnier, accusato di avere chiesto alla segretaria di andare a comprargli due vibratori e di chiamarla "tette di zucchero"; e il ministro del Galles Stephen Crabb, che avrebbe inviato messaggi "espliciti" a una 19enne dopo un colloquio di lavoro. Su entrambi Downing Street afferma di avere aperto un'inchiesta. Sull'onda del caso Weinstein, la tolleranza potrebbe finire anche nei corridoi di Westminster.
E altrove: due donne hanno accusato il docente di Oxford Tariq Ramadan, noto esperto di Islam, di averle violentate. L'intellettuale preannuncia che farà causa per diffamazione.