Gli amici argentini prima della partenza per New York: cinque di loro sono morti nell’attentato terroristico lungo la pista ciclabile a Lower Manhattan
Attentato New York, la tragedia dei 5 argentini insieme trent'anni dopo la maturità
di VALENTINA BARRESI
La maggior parte delle vittime dell'attacco terrorista di Halloween era un gruppo di vecchi amici sudamericani che aveva affittato delle bici per celebrare la ricorrenza: una gita festosa. Ma sono stati travolti e uccisi dal furgone piombato sulla pista ciclabile lungo l'Hudson
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Il viaggio della maturità, trent’anni dopo, finisce lungo un sentiero ciclabile per Hernan, Diego, Ariel, Hernan e Alejandro, cinque vite spezzate dal furgone che ieri è piombato sulla folla a New York. Arrivavano dall'Argentina, i cinque amici, insieme ad altri quattro ex compagni di scuola, tutti tra i 45 e i 50 anni. Avevano scelto la Grande Mela per celebrare quella ricorrenza così speciale: i trent'anni dal diploma all'Instituto Politecnico di Rosario, terza città argentina a 300 chilometri da Buenos Aires.
Inseparabili tra i banchi di scuola, gli ex ragazzi della classe 1987 avevano voluto concedersi una gita per ritrovarsi e riunirsi con chi a New York si era trasferito. Arrivati da qualche giorno, nell'assolato pomeriggio di ieri avevano optato per una passeggiata in bici, per godere dei luoghi più iconici di Lower Manhattan e delle sue strade. Incrociando però quella sbagliata.
New York, le vittime dell'attentato terroristico a Manhattan
Ci sono cinque argentini, tutti turisti, tra le persone travolte e uccise dal furgone guidato dal 29enne Uzbeko Sayfullo su una pista ciclabile di Manhattan. Una corsa folle in nome dell'Isis. Le vittime in tutto sono otto, tra queste anche una cittadina belga. Gli argentini erano a New York per festeggiare i 30 anni dalla loro laurea. Uno di loro, l'imprenditore Ariel Erlij, aveva organizzato e pagato il viaggio ai suoi amici per onorare la ricorrenza.
Scampati alla morte gli altri cinque argentini che avevano noleggiato le biciclette insieme alle vittime. Uno di loro, Martin Ludovico Marro, è ferito in modo grave ma non in pericolo di vita, ricoverato al Presbyterian Hospital di Manhattan. "Sono sotto choc, tramortiti. Non riescono a credere a quel che è accaduto", ha raccontato il console argentino all'Onu a proposito dei connazionali sopravvissuti. Il presidente argentino Mauricio Macri si è detto "profondamente scosso per le tragiche morti" su Twitter.
Poco prima della partenza, gli amici avevano voluto immortalare il momento in uno scatto: tutti in maglietta bianca e con la scritta "Libre" (in spagnolo "Libero") all'aeroporto internazionale "Islas Malvinas" di Rosario. A pagare la gita era stato uno di loro, Ariel Erlij, imprenditore 48enne proprietario di un'acciaieria, che aveva voluto offrire quel viaggio al gruppo per festeggiare. Lui, per un contrattempo, non era riuscito a imbarcarsi con gli altri, ma li aveva raggiunti il giorno dopo. Non trovando ugualmente scampo alla folle corsa del 29enne che ha travolto i passanti. Prima di finire contro uno scuolabus, che riportava dei ragazzini a casa. Ironia della sorte, proprio a pochi metri da un liceo.