Ma se per Israele è da ricordare con riconoscenza nei confronti della Gran Bretagna, quella data è vissuta come l'inizio di una tragedia dal popolo palestinese, che vide dapprima crescere la presenza ebraica in Palestina, quindi - con la partizione decisa dall'Onu nel '48 - perse metà della propria terra con la nascita di Israele e infine, dopo la guerra dei Sei Giorni del '67, la perse tutta, quando lo Stato ebraico sbaragliò gli eserciti di Egitto, Giordania e Siria conquistando tutta la Cisgiordania e Gaza.
Centenario Dichiarazione di Balfour, Banksy organizza party ironico per le strade di Betlemme
Cisgiordania, il bacio tra Trump e Netanyahu: il nuovo murale sul muro di Betlemme
Sul muro che separa Israele e Palestina è apparso un nuovo murale dedicato a Donald Trump. Dopo Papa Francesco a Roma e Vladimir Putin a Vilnius, a Betlemme il presidente degli Stati Uniti bacia Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano. Secondo Reuters l'opera è da attribuire a un artista australiano che si fa chiamare Lushsux, lo stesso che, con ogni probabilità, ad agosto 2017 aveva realizzo altri due dipinti a "tema americano": il primo con il Presidente Usa mentre bacia una torre di guardia israeliana e il secondo con il Tycoon che, mentre poggia una mano sulla barriera, pensa a quanto sarebbe bello costruirne una uguale al confine con il Messico. La parte del muro che costeggia Betlemme è diventata ormai una vetrina per l'arte contemporanea. Tra le ultime iniziative c'è quella di Banksy che, proprio davanti alla barriera di separazione ha costruito un hotel. Come per i precedenti, anche in questo lavoro è chiaro il riferimento alla politica internazionale e allo stretto legame che lega i due leader politici, nonché i due Paesi.
Betlemme, camera con vista muro: l'hotel-provocazione di Banksy accoglie i primi ospiti
La nuova provocazione di Banksy si chiama "Walled Off Hotel", l'albergo "fuori dal muro" che il misterioso street artist ha voluto aprire a Betlemme, a soli quattro metri dalla barriera eretta dagli israeliani come linea di demarcazione dai territori palestinesi. In questi giorni la struttura ha accolto i primi ospiti che potranno dormire o sorseggiare un drink tra le opere di Banksy. L'albergo ha nove camere il cui costo, a notte, varia dai 30 dollari per un letto a castello ai 965 della suite. Gli ospiti sono tenuti a versare un deposito di mille dollari, cauzione pensata appositamente per dissuadere eventuali ladri dal rubare una delle dozzine di nuove opere dello street artist
"Scuse reali" è dunque il senso del disegno, inaugurato per l'occasione da un'attrice vestita come Sua Maestà e da un ironico "tea party", un party pomeridiano in cui viene servita la classica tazza di tè all'inglese a cui sono stati invitati bambini palestinesi. "Questo conflitto ha portato così tanta sofferenza ai popoli di entrambe le parti, che non mi sembra appropriato celebrare il ruolo avuto dal Regno Unito" con la Dichiarazione Balfour, commenta l'artista.
Banksy non è del resto l'unico britannico a dissociarsi dal banchetto celebrativo di questa sera a Londra con i due premier May e Netanyahu: il leader laburista Jeremy Corbyn, che era stato invitato in quanto capo dell'opposizione, ha rifiutato di partecipare citando altri impegni e manderà un altro esponente del partito al suo posto. Cent'anni dopo, insomma, la Balfour Declaration fa ancora discutere.