Esteri

Da Tom & Jerry a Shakespeare: i diari segreti di Osama Bin Laden

La Cia ha diffuso un massiccio quantitativo di nastri, libri e documenti che aiutano a disegnare il profilo del fondatore di Al Qaeda ucciso nel 2011 e a comprenderne meglio i progetti. Quello che ne viene fuori è un misto di moralismo e ingenuità, di riflessioni fanatiche e appunti di vita quotidiana. E spunta un video inedito del figlio Hamza

2 minuti di lettura
Più che la genesi dei mostri, c’è una storia umana nei materiali sequestrati dalle forze speciali americane durante l’assalto di Abbottabad, nel 2011, al quartier generale pachistano di Osama bin Laden. La Cia ha diffuso un nuovo, massiccio quantitativo di nastri, libri e documenti che aiutano a disegnare il profilo del fondatore di Al Qaeda e, ha annunciato il direttore dell’agenzia Mike Pompeo, a comprenderne meglio i progetti. E quello che di primo acchito viene fuori dai 470 mila documenti è un misto di moralismo e ingenuità, di riflessioni fanatiche e appunti di vita quotidiana.

Assieme a testi direttamente legati ai piani di jihad radicale ci sono i cartoni animati di Tom e Jerry e quelli dell’Era glaciale, con episodi di Mr Bean e persino istruzioni video sui lavori all’uncinetto. C’è il video del matrimonio di Hamza, figlio prediletto e delfino di Osama, destinato secondo il padre a prendere le redini di Al Qaeda. Il giovane compare nelle prime immagini pubbliche da adulto, con i baffi ben curati ma senza barba. Finora erano circolate sue foto da ragazzo, oltre a file audio in cui Hamza di fatto rivendicava a sé la guida della rete terroristica, minacciando gli Stati Uniti e lanciando una sfida all’Isis per l’egemonia dell’islam radicale.

Nei documenti segreti della Cia le immagini da adulto del figlio di Bin Laden

Osama non compare nel video, che sembra un’occasione festosa, addirittura senza misure di sicurezza. Secondo alcuni esperti, il filmato sembra essere stato girato in Iran, dove la famiglia Bin Laden aveva trovato accoglienza dopo l’11 settembre: un’accoglienza che si sarebbe lentamente trasformata, al punto da diventare quasi una detenzione, tanto che secondo alcune fonti Al Qaeda avrebbe sequestrato un diplomatico iraniano per garantire uno scambio. La complicata relazione con Teheran sarebbe descritta anche in un documento specifico, che parla dell’aiuto ricevuto in un primo momento e dei dissapori seguiti più avanti, legati al fatto che, secondo gli iraniani, gli uomini di Al Qaeda avevano violato i termini degli accordi di collaborazione.

E’ quasi inutile sottolineare che proprio i legami fra Al Qaeda e Teheran, e questo documento nello specifico, saranno al centro di controversie ed esami nelle prossime ore, vista la scarsissima apertura dell’amministrazione Trump verso l’Iran e l’annunciata decisione di cancellare l’accordo con gli ayatollah sui programmi nucleari.  Fra i documenti rilasciati dalla Cia, altri file audio riferiscono dei movimenti di Abu Musab al Zarqawi, comandante di Al Qaeda in Iraq fino alla sua morte e alla nascita dell’Isis, oppure riferiscono delle opinioni di Bin Laden sui vari sceicchi sauditi e sul loro sostegno alla jihad qaedista. Il più interessante dovrebbe essere una specie di diario, 228 pagine scritte a mano, attribuito a Osama bin Laden stesso e in parte al figlio Khalid, anch’egli ucciso ad Abbottabad secondo la ricostruzione ufficiale del blitz: in esso il leader di Al Qaeda ragiona sulle cosiddette primavere arabe e sollecita i suoi uomini a trarne vantaggio. C’è anche il resoconto di un viaggio che l’adolescente Osama aveva compiuto in Gran Bretagna: il giovane aveva visitato anche la casa di Shakespeare, ma non ne era rimasto impressionato. Al contrario, l’esperienza nel Regno Unito gli aveva lasciato la convinzione che in Occidente sia diffusa la decadenza morale. Forse non è un caso che siano più o meno le stesse impressioni registrate dopo una visita negli Stati Uniti da Sayed Qutb, il docente egiziano maestro di Al Zawahiri che pose le basi teoriche per la nascita del terrorismo jihadista.