Esteri

Daphne Galizia, la Commissione Ue risponde ai direttori: "Non finirà nel silenzio"

(afp)
Otto grandi testate, tra cui Repubblica, hanno scritto al vicepresidente Timmermans affinché si indaghi senza sosta sul caso. Domani a Bruxelles bandiere a mezz'asta per chi ha dato la vita per la libertà di stampa. La famiglia della giornalista ha ringraziato per l'iniziativa presa
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ROMA - "Per la Commissione europea non ci possono essere né una vera democrazia né uno stato di diritto senza organi di informazione liberi. Questo è quanto abbiamo detto chiaramente la scorsa settimana, quando il Parlamento europeo ha discusso sull'assassinio barbaro di Daphne Caruana Galizia. Se i giornalisti vengono silenziati, lo sarà anche la democrazia". Inizia così la lettera con cui la Commissione europea ha accolto l'appello di otto direttori per far luce sulla morte della giornalista che aveva indagato sui MaltaFiles.

A firmare la lettera, oltre a Mario Calabresi, direttore di Repubblica, anche gli editor-in-chief di Financial Times, New York Times, Le Monde, El Pais, Guardian, Süddeutsche Zeitung e BBC. Si sono rivolti al vicepresidente Frans Timmermans esortandolo a ricorrere a tutti i poteri a sua disposizione per garantire che si indaghi a fondo sulla morte di Daphne e che si mandi così un chiaro messaggio di sostegno ai giornalisti che lavorano nell’interesse dell'opinione pubblica, a Malta e in tutto il resto del mondo. 

Nella lettera l'organo dell'Unione europea ha invitato di nuovo le autorità maltesi a continuare le ricerche senza sottovalutare alcun dettaglio. Inoltre, la Commissione europea ha ribadito che la vicenda non verrà fatta cadere nel silenzio e non sarà preda dell'omertà. "Vogliamo che i responsabili di questo orribile omicidio - si legge - siano consegnati alla giustizia e che le indagini vadano talmente a fondo da scoprire, se presenti, problemi strutturali da risolvere".

Domani le bandiere del palazzo della Commissione, a Bruxelles, resteranno per mezz'ora a mezz'asta in ricordo di Daphne Galizia e di tutte le persone che hanno dato la vita per la libertà di stampa senza la quale la libertà sarebbe "un guscio vuoto".

Matthew, il figlio della giornalista assassinata, ha ringraziato per l'iniziativa e si è detto "grato per gli sforzi e per la lettera a nome della sorella, dei fratelli e del padre di Daphne".