Esteri

Usa, il coach della Nba che sfida Trump

 Gregg Popovich, allenatore dei San Antonio Spurs (ap)
Gregg Popovich, allenatore dei San Antonio, in un ticket presidenziale con Steve Kerr, alla guida dei Golden State. L'idea dei fan ottiene l'endorsement della stella Stephen Curry, che a settembre si rifiutò di andare alla Casa Bianca
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IL PROSSIMO sfidante di Donald Trump alla Casa Bianca? Un allenatore di basket. Gregg Popovich, coach dei texani San Antonio Spurs, con i quali ha vinto 5 anelli e oltre mille partite, formerebbe il ticket presidenziale con Steve Kerr, suo candidato vice che guida i Golden State Warriors di Oakland e con i quali ha conquistato due titoli in tre anni. E la stella della NbaStephen Curry si è detta pronta a votare per loro.


L’idea è venuta a un gruppo di anonimi che a marzo ha aperto un sito: PopovichKerr2020.com, appunto. Sulla pagina si possono acquistare tazze e magliette con il logo personalizzato, come quelle delle campagne elettorali di Trump, Clinton, Obama e tutti gli altri. “Non siamo affiliati né ai due coach, né alla Nba”, si legge in homepage, “siamo solo dei ragazzi che vogliono raccogliere fondi per fare beneficenza”. Il ricavato della vendita dei gadget dovrebbe infatti andare a Ong e organizzazioni che si occupano di integrazione e diritti civili.


Ma la proposta di questi fan ha suggestionato anche i media statunitensi. Il canale sportivo Espn ha chiesto a Kerr cosa ne pensasse di un’eventuale candidatura di Popovich alla Casa Bianca, e il coach degli Spurs ha risposto senza esitazioni: “Voterei davvero per lui, scherzi a parte ‘Pop’ sarebbe un grande presidente”. Popovich, che ha allenato per quattro anni Kerr agli Spurs a cavallo del 2000 vincendo insieme due titoli, porterebbe “onestà e integrità” nelle istituzioni, “due qualità fondamentali per ricoprire quel ruolo”. Pur essendo fortemente legato al suo mentore, il coach dei Warriors ha però negato che correrebbe al suo fianco come candidato vice presidente.
 
La domanda è stata poi rivolta a uno dei giocatori più forti del basket statunitense (e quindi mondiale), Stephen Curry, vincitore di due titoli e due volte miglior giocatore della stagione negli ultimi tre anni. Sotto la guida proprio di Steve Kerr. “Popovich presidente? È un grande in Nba, e forse sarebbe ancora meglio per il Paese”, ha dichiarato con disinvoltura mentre si allacciava le scarpe a bordocampo. Questo non gli ha impedito poche ore dopo l’endorsement di mettere a segno 21 punti contro gli “Spurs” di Popovich, battuti 112 a 92.