RIAD - La possibilità di un confronto diretto fra Arabia Saudita e Iran si fa sempre più forte: in un'intervista Mohammed Bin Salman, principe ereditario di Riad e uomo forte del regno, è tornato ad attaccare l'Iran, colpevole a suo dire di rifornire di armi i ribelli Houthi nello Yemen e di minacciare in questo modo la sicurezza nazionale.
Il coinvolgimento dell'Iran nella fornitura di missili ai ribelli in Yemen è "un'aggressione militare diretta da parte del regime iraniano" e "potrebbe essere considerato alla stregua di un atto di guerra contro il regno", ha detto il principe nel corso di un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson. Sabato sera un missile che secondo i sauditi proveniva dallo Yemen è stato intercettato a poca distanza dall'aeroporto internazionale King Khalid di Riad.
Le parole di MBS, come viene chiamato a Riad, fanno salire la tensione già altissima: ieri un ministro saudita aveva minacciato il Libano, spiegando che l'intera nazione potrebbe pagare le conseguenze delle azioni delle milizie sciite di Hezbollah. E di oggi è l'annuncio della visita dell'ex premier libanese Saad Hariri negli Emirati arabi uniti per parlare con Mohammed bin Zayed al-Nahyan, principe ereditario degli Emirati e alleato numero uno di MBS nella sua strategia aggressiva nella regione. Hariri è rientrato a Riad, e non a Beirut.
Intanto da Riad arrivano delle immagini shock. Quelle dell'albergo più lussuoso della città, il Ritz Carlton, trasformato in prigione con i prigionieri o forse le loro guardie che dormono a terra su materassi sotto quegli stessi lampadari di cristallo che qualche settimana fa hanno ospitato Donald Trump prima e i guru della finanza mondiale dopo. Attorno a loro, mitra e fucili. Il Ritz Carlton è stato trasformato in carcere per i reali, i ministri e i funzionari sauditi arrestati nella retata anti-corruzione voluta dall’erede Mohammed Bin Salman per spianare la strada alla sua prossima ascensione al trono del padre, il re Salman.
Nelle immagini - diffuse dal New York Times - si vede una delle sale da ballo dell’hotel diventata un dormitorio: materassi a terra e armi accanto ad essi. Prigionieri nell’hotel ci sono alcuni dei più importanti membri dell’establishment saudita: dal miliardario Waleed Bin Talal, al potente capo della Guardia nazionale Mutaib bin Abdallah, al fratello di Osama, Bakr Bin Laden, uno dei più importanti uomini d’affari del Paese.
L'ondata di arresti è stata benedetta dal presidente Usa Donald Trump: "Ho grande fiducia nel re Salman e nel principe ereditario dell'Arabia saudita. Sanno esattamente cosa stanno facendo", ha twittato sulla via di Seul. "Alcuni degli arrestato hanno sfruttato il loro Paese per anni".
Il coinvolgimento dell'Iran nella fornitura di missili ai ribelli in Yemen è "un'aggressione militare diretta da parte del regime iraniano" e "potrebbe essere considerato alla stregua di un atto di guerra contro il regno", ha detto il principe nel corso di un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson. Sabato sera un missile che secondo i sauditi proveniva dallo Yemen è stato intercettato a poca distanza dall'aeroporto internazionale King Khalid di Riad.
Le parole di MBS, come viene chiamato a Riad, fanno salire la tensione già altissima: ieri un ministro saudita aveva minacciato il Libano, spiegando che l'intera nazione potrebbe pagare le conseguenze delle azioni delle milizie sciite di Hezbollah. E di oggi è l'annuncio della visita dell'ex premier libanese Saad Hariri negli Emirati arabi uniti per parlare con Mohammed bin Zayed al-Nahyan, principe ereditario degli Emirati e alleato numero uno di MBS nella sua strategia aggressiva nella regione. Hariri è rientrato a Riad, e non a Beirut.
Intanto da Riad arrivano delle immagini shock. Quelle dell'albergo più lussuoso della città, il Ritz Carlton, trasformato in prigione con i prigionieri o forse le loro guardie che dormono a terra su materassi sotto quegli stessi lampadari di cristallo che qualche settimana fa hanno ospitato Donald Trump prima e i guru della finanza mondiale dopo. Attorno a loro, mitra e fucili. Il Ritz Carlton è stato trasformato in carcere per i reali, i ministri e i funzionari sauditi arrestati nella retata anti-corruzione voluta dall’erede Mohammed Bin Salman per spianare la strada alla sua prossima ascensione al trono del padre, il re Salman.
Nelle immagini - diffuse dal New York Times - si vede una delle sale da ballo dell’hotel diventata un dormitorio: materassi a terra e armi accanto ad essi. Prigionieri nell’hotel ci sono alcuni dei più importanti membri dell’establishment saudita: dal miliardario Waleed Bin Talal, al potente capo della Guardia nazionale Mutaib bin Abdallah, al fratello di Osama, Bakr Bin Laden, uno dei più importanti uomini d’affari del Paese.
L'ondata di arresti è stata benedetta dal presidente Usa Donald Trump: "Ho grande fiducia nel re Salman e nel principe ereditario dell'Arabia saudita. Sanno esattamente cosa stanno facendo", ha twittato sulla via di Seul. "Alcuni degli arrestato hanno sfruttato il loro Paese per anni".