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(afp)

Charlie Rose, la stella tv caduta per molestie

Il famoso giornalista televisivo americano travolto dalle accuse: molte donne raccontano i suoi approcci ai tempi in cui era il re dei talk show e delle interviste ai potenti. E negli Usa vacilla un altro mito
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Assiso sull'altar maggiore del giornalismo americano, ultimo baluardo dell'informazione autorevole, seria, colta, ruzzola e cade nella trappola del miele, come i servizi segreti chiamavano il sesso, Charlie Rose, da 30 anni supremo interprete delle interviste ai grandi e del talk show abbottonatissimi. Anche lui, come un Clinton o un Trump qualsiasi, come un produttore cinematografico, come un comico, è ora travolto dall'onda di accuse di gravi, insistenti molestie sessuali sulle giovani donne - tutte al di sotto dei 35 anni - sulle quali allungava le mani frugando dappertutto.

Nel mondo del giornalismo televisivo, arroccato a Manhattan quando il cinema a Los Angeles, Rose era, da 30 anni, il modello al quale le giovani generazioni di aspiranti "newsmen" e "newswomen" dovevano ispirarsi. Nel suo programma, semplicemente "Charlie Rose", sono passati tutti coloro che sia stati qualcuno in politica, nello spettacolo, nell'arte, nella …
Assiso sull'altar maggiore del giornalismo americano, ultimo baluardo dell'informazione autorevole, seria, colta, ruzzola e cade nella trappola del miele, come i servizi segreti chiamavano il sesso, Charlie Rose, da 30 anni supremo interprete delle interviste ai grandi e del talk show abbottonatissimi. Anche lui, come un Clinton o un Trump qualsiasi, come un produttore cinematografico, come un comico, è ora travolto dall'onda di accuse di gravi, insistenti molestie sessuali sulle giovani donne - tutte al di sotto dei 35 anni - sulle quali allungava le mani frugando dappertutto.

Nel mondo del giornalismo televisivo, arroccato a Manhattan quando il cinema a Los Angeles, Rose era, da 30 anni, il modello al quale le giovani generazioni di aspiranti "newsmen" e "newswomen" dovevano ispirarsi. Nel suo programma, semplicemente "Charlie Rose", sono passati tutti coloro che sia stati qualcuno in politica, nello spettacolo, nell'arte, nella letteratura. Putin e i Clinton, Obama e Bashar al Assad, Quentin Tarantino e naturalmente Trump, fremevano per sedersi di fronte a lui nella penombra di uno studio spartano come un confessionale, con la possibilità di rispondere a domande approfondite, senza claque e numeri di varietà. E senza interruzioni pubblicitarie, essendo il suo regno la sola, piccola, autorevolissima e molto progressista tv pubblica, la PBS.

Ma nella semioscurità degli studi, o dietro le quinte più vivaci dei telegiornali nazionali che occasionalmente presentava per la Cbs commerciale, si aggirava l'altro Charlie Rose, il Mister Hyde dietro il solenne Dr. Jekyll. Le prede erano quelle giovani donne, a volte studentesse fresche di laurea, che accorrevano per uno stage, un posto di segreteria o di assistente di produzione e nel grattacielo Bloomberg dove lui trasmetteva erano soprannominate le "Charlie's Angels".

Il modus operandi era quello ormai classicamente raccontato in situazioni simili: palpeggiamenti. Messaggi vocali e scritti con pesantissime allusioni. Mani poggiate sulle ginocchia e avviate in esplorazioni più audaci per "vedere le reazioni della ragazza", ha detto una di loro. Apparizioni in accappatoi aperti - secondo la Scuola Weinstein - o completamente nudo. Inviti in casa privata, uno dei suoi molti castelli, come nelle fiabe sconvenienti. Gesti e azioni "delle quali ora mi rendo conto", ha ammesso Charlie, come se vent'anni or sono presentarsi nudi davanti a una stagista fosse normale.

C'era chi lo sfotteva per la sua prosopopea di maestro del giornalismo tv e le sue pose - "Charlie Pose" lo avevano ribattezzato le ragazze lontano dalle sue vendicative e tiranniche orecchie, oltre che dalle sue lunghe mani e anche per lui, come per Kevin Spacey, per Bill Cosby, arriva la condanna a morte, la cancellazione dai palinsesti e dagli archivi. E la professione di giornalista perde un idolo, un falso totem.