I copisti del Louvre
Anais Ginori , Anais GinoriL'accusa peggiore è quella di chi, sbagliando, li chiama "falsari". "Siamo copisti, un mestiere nobile e antico" racconta Michel Champion che fino all'anno scorso era il decano dei pittori che imitano, duplicano, insomma copiano molti dei capolavori più famosi esposti nei musei. Quando ancora non esistevano le Belle Arti, tanti giovani erano prima copisti, imparavano le basi della tecnica cercando di riprodurre il lavoro di altri pittori per poi dedicarsi alle proprie creazioni, che spesso mostravano affinità con i maestri. "Rubens copiava Tiziano, Cézanne copiava Rubens, Velázquez copiava Raffaello, Manet copiava Velázquez..." ricorda Champion. Molti copisti sono invece rimasti anonimi, se hanno lavorato a contatto con grandi artisti la loro opera talvolta si presta a essere confusa con l'originale.
L'accusa peggiore è quella di chi, sbagliando, li chiama "falsari". "Siamo copisti, un mestiere nobile e antico" racconta Michel Champion che fino all'anno scorso era il decano dei pittori che imitano, duplicano, insomma copiano molti dei capolavori più famosi esposti nei musei. Quando ancora non esistevano le Belle Arti, tanti giovani erano prima copisti, imparavano le basi della tecnica cercando di riprodurre il lavoro di altri pittori per poi dedicarsi alle proprie creazioni, che spesso mostravano affinità con i maestri. "Rubens copiava Tiziano, Cézanne copiava Rubens, Velázquez copiava Raffaello, Manet copiava Velázquez..." ricorda Champion. Molti copisti sono invece rimasti anonimi, se hanno lavorato a contatto con grandi artisti la loro opera talvolta si presta a essere confusa con l'originale.
"È un'attività che rientra nel nostro statuto" precisa Isabelle Vieilleville, direttrice del Bureau des Copistes. Già nel 1793, quando il governo rivoluzionario della Convenzione aveva deciso di trasformare il Louvre in museo del popolo, esponendo i beni artistici confiscati alla monarchia e al clero, era previsto che ci fosse un accesso privilegiato per chi studiava e copiava le opere. A differenza di altri musei, come l'Ermitage, l'ospitalità dei copisti è rimasta completamente gratuita. Ogni dipartimento del Louvre può scegliere una decina di candidati che avranno poi l'autorizzazione a lavorare per circa tre mesi, con tanto di cavalletto e sgabello messo a disposizione dal Louvre.
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Copistes. Il pittore che attira più imitatori è Eugène Delacroix. Sulla Gioconda il museo ha messo qualche freno dopo che si è scoperto una sorta di mercato nero di copie con falsi bolli del Louvre. Un tempo, i copisti che uscivano dal museo potevano facilmente rivendere le loro opere, oggi sempre meno. Per tanti è diventato un passatempo, più che un mestiere. La Cina si è messa a fare concorrenza anche su questo, con tele prodotte in serie a prezzi stracciati: qualcosa di molto diverso da quello strano gioco di specchi che si rinnova ogni giorno nelle stanze del Louvre.