I palazzi fantasma di Sharapova, in India l'accusano di truffa immobiliare
Raimondo Bultrini , di Raimondo BultriniNel 2016 la tennista ha incassato 23 milioni di dollari per pubblicità. Ma questa volta l'accusa è di aver usato la sua immagine per promuovere un lussuoso complesso di appartamenti a Delhi, rimasti sulla carta
BANGKOK. Nel bel disegno del website ufficiale la torre avveniristica chiamata Ace (Asso), svetta coi suoi 168 metri sulla Delhi della periferia "in" di Gurgaon. Oltre agli appartamenti da 700mila euro in prevendita, club Vip, eliporto e una grande fontana danzante nel parco, il fiore all'occhiello del complesso immobiliare è un'Accademia di tennis per residenti chiamata Ballett Sharapova, dal cognome della cinque volte campionessa russa del Grande Slam, Maria Yuryevna.
Tutto bellissimo se non si trattasse, come pare, di una grossa truffa della quale la celebre atleta trentenne è stata quantomeno una incauta complice. La polizia è giunta alla conclusione che Maria sia in realtà qualcosa di più, non solo parte del raggiro, ma della stessa "cospirazione criminale" - parole della denuncia - per pre-vendere il maggior numero di appartamenti del grattacielo e poi scapparsene con i soldi. La "Torre Ace" è infat…
Tutto bellissimo se non si trattasse, come pare, di una grossa truffa della quale la celebre atleta trentenne è stata quantomeno una incauta complice. La polizia è giunta alla conclusione che Maria sia in realtà qualcosa di più, non solo parte del raggiro, ma della stessa "cospirazione criminale" - parole della denuncia - per pre-vendere il maggior numero di appartamenti del grattacielo e poi scapparsene con i soldi. La "Torre Ace" è infat…
BANGKOK. Nel bel disegno del website ufficiale la torre avveniristica chiamata Ace (Asso), svetta coi suoi 168 metri sulla Delhi della periferia "in" di Gurgaon. Oltre agli appartamenti da 700mila euro in prevendita, club Vip, eliporto e una grande fontana danzante nel parco, il fiore all'occhiello del complesso immobiliare è un'Accademia di tennis per residenti chiamata Ballett Sharapova, dal cognome della cinque volte campionessa russa del Grande Slam, Maria Yuryevna.
Tutto bellissimo se non si trattasse, come pare, di una grossa truffa della quale la celebre atleta trentenne è stata quantomeno una incauta complice. La polizia è giunta alla conclusione che Maria sia in realtà qualcosa di più, non solo parte del raggiro, ma della stessa "cospirazione criminale" - parole della denuncia - per pre-vendere il maggior numero di appartamenti del grattacielo e poi scapparsene con i soldi. La "Torre Ace" è infatti rimasta largamente incompiuta ben oltre la scadenza del 2016, coi cantieri smantellati dopo che ogni singolo appartamento è stato pagato grazie al traino del fotogenico volto della stella sportiva.
A nome della massa di truffati da una compagnia immobiliare di nome Homestead Infrastructure Development, si presenterà oggi alla prima udienza di corte una certa signora Bhawana Agarwal che ha pagato un anticipo di 670mila euro per 230 metri quadri rimasti sulle belle planimetrie pubblicitarie. "È chiaro che senza il nome della Sharapova - ha detto il legale della donna - non avrebbero venduto nemmeno uno sgabuzzino".
Nel suo rapporto la polizia dice di aver appurato che al tempo dei primi contratti di vendita, 2012-2013, miss Sharapova andò in India più volte per farsi fotografare e incontrare i clienti attratti come mosche dalla sua presenza. "Il Ballet Sharapova - recita la brochure - è un tributo architettonico all'incarnazione del potere e della grazia che è Maria", con tanto di malcelata allusione alle forme curve del palazzo che non ha mai visto la luce.
Va da sé che Maria, consapevole o no della truffa, ha ricevuto un cospicuo e imprecisato premio. Secondo Fortune la tennista è così abituata a questo genere di transazioni commerciali sulla sua immagine che nel solo 2016 e nonostante il caso-doping incassò 23 milioni di dollari per pubblicità.
L'India non è nuova a scandali del genere e un grande campione di cricket, Mahendra Dhoni, fece scalpore rifiutando di accostare il suo nome a un'analoga dubbia operazione immobiliare. Il caso accelerò l'iter di una nuova legge sulla protezione dei consumatori che sta per andare in Parlamento e prevede sanzioni contro le celebrità "che si prestano a sostenere marchi responsabili di affermazioni ingannevoli". Ma intanto sempre a Delhi, la stessa società sponsorizzata da Maria offre sullo stesso sito web ancora attivo un altro grattacielo altrettanto avveniristico che ha il nome di un'altra stella dello sport, Michael Schumacher.
Tutto bellissimo se non si trattasse, come pare, di una grossa truffa della quale la celebre atleta trentenne è stata quantomeno una incauta complice. La polizia è giunta alla conclusione che Maria sia in realtà qualcosa di più, non solo parte del raggiro, ma della stessa "cospirazione criminale" - parole della denuncia - per pre-vendere il maggior numero di appartamenti del grattacielo e poi scapparsene con i soldi. La "Torre Ace" è infatti rimasta largamente incompiuta ben oltre la scadenza del 2016, coi cantieri smantellati dopo che ogni singolo appartamento è stato pagato grazie al traino del fotogenico volto della stella sportiva.
A nome della massa di truffati da una compagnia immobiliare di nome Homestead Infrastructure Development, si presenterà oggi alla prima udienza di corte una certa signora Bhawana Agarwal che ha pagato un anticipo di 670mila euro per 230 metri quadri rimasti sulle belle planimetrie pubblicitarie. "È chiaro che senza il nome della Sharapova - ha detto il legale della donna - non avrebbero venduto nemmeno uno sgabuzzino".
Nel suo rapporto la polizia dice di aver appurato che al tempo dei primi contratti di vendita, 2012-2013, miss Sharapova andò in India più volte per farsi fotografare e incontrare i clienti attratti come mosche dalla sua presenza. "Il Ballet Sharapova - recita la brochure - è un tributo architettonico all'incarnazione del potere e della grazia che è Maria", con tanto di malcelata allusione alle forme curve del palazzo che non ha mai visto la luce.
Va da sé che Maria, consapevole o no della truffa, ha ricevuto un cospicuo e imprecisato premio. Secondo Fortune la tennista è così abituata a questo genere di transazioni commerciali sulla sua immagine che nel solo 2016 e nonostante il caso-doping incassò 23 milioni di dollari per pubblicità.
L'India non è nuova a scandali del genere e un grande campione di cricket, Mahendra Dhoni, fece scalpore rifiutando di accostare il suo nome a un'analoga dubbia operazione immobiliare. Il caso accelerò l'iter di una nuova legge sulla protezione dei consumatori che sta per andare in Parlamento e prevede sanzioni contro le celebrità "che si prestano a sostenere marchi responsabili di affermazioni ingannevoli". Ma intanto sempre a Delhi, la stessa società sponsorizzata da Maria offre sullo stesso sito web ancora attivo un altro grattacielo altrettanto avveniristico che ha il nome di un'altra stella dello sport, Michael Schumacher.