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I sostenitori del vicepresidente equadoregno Jorge Glas manifestano davanti alla corte di giustizia dopo la condanna per le tangenti Odebrecht (afp)

Odebrecht, lo scandalo che fa tremare l'America latina

Leader di oltre 10 Paesi coinvolti ner il giro di tangenti pagate dalla più grande impresa di costruzioni del continente
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Di cosa stiamo parlando
Da fiore all'occhiello dell'industria brasiliana a simbolo internazionale della corruzione. Odebrecht in America Latina oggi è sinonimo di tangenti. Perché la più grande holding delle costruzioni di tutto il Continente è riuscita a pagare negli ultimi vent'anni 785,5 milioni di dollari di mazzette incassandone 2.250 in profitto. E lo ha fatto ovunque, in almeno 11 paesi del Centro e Sud America e in 2 africani. Un scandalo finanziario che sta provocando un terremoto politico in molti Paesi.

L'ultima sferzata della tempesta Odebrecht ha colpito in queste ore il Perù. Il presidente Pedro Pablo Kuczynski, 77 anni, un ex banchiere ben introdotto nell'Fmi, leader del Ppk, vincitore per un pugno di voti sulla favorita Keiko Fujimori nelle elezioni del giugno 2016, è stato travolto da una serie di documenti fatti filtrare sulla stampa. Ricevute ed estratti conto nei quali sono annotati pagamenti, ritenuti …
Di cosa stiamo parlando
Da fiore all'occhiello dell'industria brasiliana a simbolo internazionale della corruzione. Odebrecht in America Latina oggi è sinonimo di tangenti. Perché la più grande holding delle costruzioni di tutto il Continente è riuscita a pagare negli ultimi vent'anni 785,5 milioni di dollari di mazzette incassandone 2.250 in profitto. E lo ha fatto ovunque, in almeno 11 paesi del Centro e Sud America e in 2 africani. Un scandalo finanziario che sta provocando un terremoto politico in molti Paesi.

L'ultima sferzata della tempesta Odebrecht ha colpito in queste ore il Perù. Il presidente Pedro Pablo Kuczynski, 77 anni, un ex banchiere ben introdotto nell'Fmi, leader del Ppk, vincitore per un pugno di voti sulla favorita Keiko Fujimori nelle elezioni del giugno 2016, è stato travolto da una serie di documenti fatti filtrare sulla stampa. Ricevute ed estratti conto nei quali sono annotati pagamenti, ritenuti sospetti, che avrebbe ottenuto tra il 2003 e il 2006 tramite la Westfield Capital, una società con sede negli Usa di cui era presidente.

L'impatto di quelle carte e di quelle cifre è stato enorme. Sorretto da una maggioranza traballante, costretto a quattro rimpasti governativi in meno di 12 mesi, l'economista rischia di pagare il prezzo di un sistema che ha già travolto l'ex presidente Alejandro Toledo, riparato negli Usa, e il successore Ollanta Humala finito dietro le sbarre con la moglie Nadine Heredia. I leader dei quattro principali partiti peruviani lo hanno invitato formalmente alle dimissioni.

Kuczynski è rimasto in silenzio per 24 ore. Poi, la sera, è apparso in tv e con un discorso, drammatico, di tre minuti ha annunciato che non di dimetteva. "All'epoca dei fatti", ha detto, affiancato dai suoi ministri, "ero ministro degli Esteri del governo Toledo e non ricoprivo alcun incarico nella Westfield Capital. La corruzione sistematica pretende di minacciare il nostro governo e la nostra democrazia. Non abdicherò al mio onore e ai miei valori. Ci è costato molto recuperare la democrazia, non la perderemo".

La rete corruttiva Odebrecht è riuscita a inquinare centinaia di appalti. Molte opere sono rimaste incompiute, i lavori sospesi, centinaia di maestranze rimaste senza lavoro. Solo in Brasile, dove ha dominato dagli anni 80, ha unto tutti i partiti con 349 milioni di dollari.

Un sistema efficace e ben sperimentato. Ha funzionato in casa, è stato applicato a tutta l'America Latina. In Colombia, dove il presidente Santos rischia di essere messo sotto inchiesta. A Panama è preso di mira il ministro delle Finanze. Così in Argentina, e potrebbe sfiorare lo stesso presidente Macri. E ancora in Guatemala, nella Repubblica Dominicana, nel Messico di Peña Nieto. In Venezuela, l'ex procuratrice Luisa Ortega Diaz, fuggita su una barca all'estero, aveva raccolto le prove per 98 milioni di tangenti destinate a Chávez e allo stesso Maduro. La rete della corruzione si era estesa anche all'Africa: Mozambico e Angola sono coinvolti per 51 milioni di dollari.

Le indagini pesano come un macigno su vecchi e nuovi governi. Procedono a fasi alterne. A seconda della forza e l'indipendenza delle diverse magistrature e del peso che esercita il potere politico. In Ecuador, le prove schiaccianti hanno fatto condannare due giorni fa l'ex presidente Jorge Glas a 6 anni di carcere.

La potente famiglia Odebrecht ha agito indisturbata dominando interi settori produttivi. Il sistema ha retto fino a quando è esplosa "Lava Jato", la più grande inchiesta sul più grande scandalo nella storia dell'America Latina. Sei ministri indagati, mezzo Parlamento condannato o agli arresti, assieme a centinaia di amministratori e imprenditori. L'ultimo ceo della Odebrecht, Marcelo, nel marzo del 2016 ha subito una condanna a 19 anni. Ha lasciato il carcere tre giorni fa, ripudiato perfino dai suoi familiari. Per farlo ha dovuto sviscerare i segreti del sistema che aveva ereditato da suo padre, il vecchio patriarca amico di Lula e di Temer. Ha fornito le chiavi per aprire la "cassa 2", quella che conteneva la contabilità parallela delle tangenti pagate. Sei mesi fa l'ha consegnata al fisco americano saldando la multa più alta mai pagata nella storia del mondo moderno. Ad una condizione: fornire i documenti che dimostravano le tangenti elargite all'estero. Gli stessi che il Dipartimento di Stato ha girato ai Paesi coinvolti e che adesso fanno tremare l'intera America Latina.