"Stiamo facendo tornare l'America grande". Donald Trump parafrasa lo slogan della propria campagna elettorale per commentare l'approvazione della riforma fiscale, un suo primo grande successo a undici mesi dall'insediamento alla Casa Bianca. La riforma ha ricevuto il via libera della Camera che ha dato l'ok al testo modificato dal Senato sul taglio delle tasse. È la maggiore riforma fiscale americana dal 1986. Il provvedimento passa ora alla Casa Bianca dove Trump lo firmerà prima di Natale.
"Una vittoria storica per gli americani", così la celebra il presidente che nel pomeriggio ha aperto la Casa Bianca a deputati e sentatori repubblicani arrivati con bus speciali direttamente da Capitol Hill per festeggiare il provvedimento che, sottolinea il presidente, abolisce anche l'Obamacare, la riforma sanitaria voluta dal suo predecessore. Anche se in realtà non ne cancella tutto l'impianto ma una parte significativa, le sanzioni per il mancato acquisto di una polizza sanitaria, che di conseguenza non sarà più obbligatoria.
"Avevo promesso agli americani, per Natale, un taglio delle tasse grande e bellissimo e con questa legge è esattamente quello che otterranno" si legge nel comunicato diffuso dalla Casa Bianca, con Trump che ringrazia i membri del Congresso "che hanno sostenuto questo disegno di legge storico, che rappresenta una straordinaria vittoria per i lavoratori, le famiglie e le imprese americane. La disoccupazione continua a scendere, i mercati sono a livelli record e gli stipendi - ha sottolineato - presto saliranno".
Dei tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari previsti dalla riforma beneficeranno soprattutto le aziende (l'aliquota scende dal 35% al 21%), i più ricchi (dal 39,6% al 37%) e in parte la middle class, anche se per Trump è proprio quest'ultima il cuore della riforma, argomento sul quale insiste per replicare alle obiezioni dell'ooposizione e dei media liberali. "È uno di quei casi in cui i risultati cominceranno molto presto a parlare da soli", scrive su Twitter, convinto che "tagliando le tasse e riformando un sistema a pezzi stiamo iniettando carburante da missili nel motore della nostra economia, l'America sta tornando a vincere di nuovo e cresceremo come non mai. I giorni più luminosi - chiosa - devono ancora arrivare".
Un successo straordinario e necessario per il presidente - ai minimi nei sondaggi - e il suo partito soprattutto in vista delle elezioni di midterm in calendario a fine 2018 e dopo aver perso di recente le elezioni del governatore in Virginia e New Jersey e il seggio senatoriale in Alabama con il controverso candidato Roy Moore. Trump e i repubblicani sono convinti che il provvedimento, pur comportando un deciso aumento del debiuto, si ripagherà da sola accelerando e incrementando i ritmi di crescita già sostenuti dell'economia americana, con la creazione di nuovi posti di lavoro e il rientro negli Stati Uniti delle aziende che avevano delocalizzato le proprie attività. "Non perderemo più le nostre aziende - ha detto il cap'o della Casa Bianca - resteranno nel nostro Paese e torneranno almeno quattro mila miliardi".
"Una vittoria storica per gli americani", così la celebra il presidente che nel pomeriggio ha aperto la Casa Bianca a deputati e sentatori repubblicani arrivati con bus speciali direttamente da Capitol Hill per festeggiare il provvedimento che, sottolinea il presidente, abolisce anche l'Obamacare, la riforma sanitaria voluta dal suo predecessore. Anche se in realtà non ne cancella tutto l'impianto ma una parte significativa, le sanzioni per il mancato acquisto di una polizza sanitaria, che di conseguenza non sarà più obbligatoria.
"Avevo promesso agli americani, per Natale, un taglio delle tasse grande e bellissimo e con questa legge è esattamente quello che otterranno" si legge nel comunicato diffuso dalla Casa Bianca, con Trump che ringrazia i membri del Congresso "che hanno sostenuto questo disegno di legge storico, che rappresenta una straordinaria vittoria per i lavoratori, le famiglie e le imprese americane. La disoccupazione continua a scendere, i mercati sono a livelli record e gli stipendi - ha sottolineato - presto saliranno".
Dei tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari previsti dalla riforma beneficeranno soprattutto le aziende (l'aliquota scende dal 35% al 21%), i più ricchi (dal 39,6% al 37%) e in parte la middle class, anche se per Trump è proprio quest'ultima il cuore della riforma, argomento sul quale insiste per replicare alle obiezioni dell'ooposizione e dei media liberali. "È uno di quei casi in cui i risultati cominceranno molto presto a parlare da soli", scrive su Twitter, convinto che "tagliando le tasse e riformando un sistema a pezzi stiamo iniettando carburante da missili nel motore della nostra economia, l'America sta tornando a vincere di nuovo e cresceremo come non mai. I giorni più luminosi - chiosa - devono ancora arrivare".
Un successo straordinario e necessario per il presidente - ai minimi nei sondaggi - e il suo partito soprattutto in vista delle elezioni di midterm in calendario a fine 2018 e dopo aver perso di recente le elezioni del governatore in Virginia e New Jersey e il seggio senatoriale in Alabama con il controverso candidato Roy Moore. Trump e i repubblicani sono convinti che il provvedimento, pur comportando un deciso aumento del debiuto, si ripagherà da sola accelerando e incrementando i ritmi di crescita già sostenuti dell'economia americana, con la creazione di nuovi posti di lavoro e il rientro negli Stati Uniti delle aziende che avevano delocalizzato le proprie attività. "Non perderemo più le nostre aziende - ha detto il cap'o della Casa Bianca - resteranno nel nostro Paese e torneranno almeno quattro mila miliardi".