Un esame più attento delle immagini aveva rivelato che l’uomo ne ha approfittato per rubare una borsetta, portando via il portafoglio. Poche ore dopo ha usato una delle carte di credito così trafugate per pagarsi un pasto in un ristorante di fast food dei dintorni.
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Arrestato in un loft disabitato dove si era nascosto, Parker si è riconosciuto colpevole delle accuse. Ieri non era presente alla prima udienza del processo, che si concluderà a fine mese con una quasi certa condanna alla reclusione: per un po’ avrà un tetto sopra la testa, in carcere, dove è già recluso in attesa della sentenza.
Gb, attentato Manchester: sui social è gara di solidarietà
Manchester risponde alla tragedia con l'aiuto. Passaggi in macchina, posti letto, tè caldo. Tanta è stata la solidarietà dimostrata dagli abitanti della città britannica verso i concittadini colpiti dall'attacco terroristico alla Manchester Arena, dove sono morte 22 persone. Decine i volontari in fila per donare il sangue, poi un rabbino che porta una bevanda calda alla polizia e un tassista di origini indiane che offre corse gratis. Su Twitter sono stati migliaia i messaggi con l'hashtag #roomformanchester, una chiave d'aiuto che ricorda il francese #portouvert. Quello che i parigini utilizzarono per la prima volta il 13 novembre 2015 dopo la strage del Bataclan. Tra gli eori di questa nuova, tragica notte, c'è anche una donna: Paula Robinson, che ha messo in salvo circa 50 bambini
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Il giudice David Hernandez gli concederà forse qualche attenuante, ma ha già annunciato che il verdetto comporterà una pena carceraria per l’imputato. Per Chris Parker e un altro clochard era stata lanciata, nei giorni successivi l'attentato, una campagna di solidarietà che, nelle prime 24 ore, aveva permesso di raccogliere oltre 30mila sterline. Ma il senzatetto non era un eroe. Casomai, uno sciacallo.