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Un patto Italia-Francia per fermare gli irregolari

Piena intesa tra Gentiloni e Macron: stabilizzare la Libia e strategie a tre con Berlino
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ROMA. Se non ci fossero le elezioni italiane di mezzo, se non ci fosse un punto interrogativo sul futuro del ruolo di governo di Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron avrebbe trovato nell'Italia e nel premier attuale un elemento di sintonia e di stabilità sorprendenti. Da mesi i due leader politici si incrociano, collaborano, si sorreggono a vicenda. E ieri a Roma il presidente francese ha testimoniato apertamente questa collaborazione personale e fra i due Paesi. Nella sua visita a Roma in poco meno di 24 ore Macron ha dato segnali importanti: sostegno forte all'azione italiana in Libia e in Africa per frenare l'immigrazione irregolare. Conferma che Italia e Francia creeranno una collaborazione fra governi strutturata come quella storica tra Parigi e Berlino, entro il 2018 la Francia vorrebbe firmare un "trattato del Quirinale" per permettere ai due governi di lavorare in maniera sempre più strutturata. Conferma di una visione comune sul futuro del…
ROMA. Se non ci fossero le elezioni italiane di mezzo, se non ci fosse un punto interrogativo sul futuro del ruolo di governo di Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron avrebbe trovato nell'Italia e nel premier attuale un elemento di sintonia e di stabilità sorprendenti. Da mesi i due leader politici si incrociano, collaborano, si sorreggono a vicenda. E ieri a Roma il presidente francese ha testimoniato apertamente questa collaborazione personale e fra i due Paesi. Nella sua visita a Roma in poco meno di 24 ore Macron ha dato segnali importanti: sostegno forte all'azione italiana in Libia e in Africa per frenare l'immigrazione irregolare. Conferma che Italia e Francia creeranno una collaborazione fra governi strutturata come quella storica tra Parigi e Berlino, entro il 2018 la Francia vorrebbe firmare un "trattato del Quirinale" per permettere ai due governi di lavorare in maniera sempre più strutturata. Conferma di una visione comune sul futuro della Ue: l'Europa deve andare avanti "con riforme e con avanguardie", altrimenti arretra e cade nelle trappole dei populismi.

Migranti
Per l'Italia il tema più delicato degli incontri di Roma con il presidente francese (che ha visto anche il capo dello Stato Sergio Mattarella) era stato quello delle migrazioni, della stabilizzazione della Libia e del sostegno all'economia africana. Macron ha ripetuto le parole di apprezzamento che aveva già lanciato mercoledì sera, incontrando anche i capi di governo dei paesi del MED7 (oltre a Italia e Francia, Spagna, Grecia, Portogallo, Cipro, Malta). L'Italia ha fatto "un ottimo lavoro per ridurre la destabilizzazione (della Libia e delle migrazioni incontrollate, ndr), esprimo tutto il mio rispetto per il lavoro condotto e la qualità della cooperazione. Speriamo che possa essere approvato un nuovo regolamento di Dublino". Macron in Francia vive un passaggio delicato, è accusato di volere una riforma del diritto d'asilo che è troppo rigorosa, se non respingente. Anche per questo l'attualità della stabilizzazione della Libia è cruciale, anche per la Francia.

Italia-Francia-Germania
Secondo tema forte degli incontro franco-italiani è l'integrazione sempre maggiore del lavoro dei governi di Francia e Germania. Parigi da 55 anni ha un trattato con la Germania, che fissa riunioni di governo comuni, azioni concertate con ogni singolo ministero tedesco. Italia e Francia pensano di creare qualcosa del genere, Macron vorrebbe farlo entro il 2018 con un "trattato del Quirinale". Ma per non generare equivoci, Macron e Gentiloni confermano che per Parigi quella con la Germania è una relazione speciale, da non paragonare ad altri rapporti. "Il rapporto tra Francia e Italia è forte a tutti i livelli e abbiamo voluto dargli una forma nuova", dice il presidente francese. "È un rapporto non in concorrenza, né inferiore, ma perfettamente complementare con quello franco-tedesco".

L'asse tra i leader
Il presidente francese è arrivato a un millimetro dall'invitare apertamente gli italiani a votare Gentiloni, un endorsement esplicito: "Tra poco in Italia ci saranno le elezioni, sono stato contento di lavorare con Paolo Gentiloni: la sua azione in Italia e in Europa ha consentito di avviare una nuova dinamica, in particolare a livello europeo ci ha consentito di avanzare in tempi non facili. Spetterà al popolo italiano decidere, ma l'Europa ha avuto molta fortuna ad avere Gentiloni nella sua posizione. Un'Italia che crede all'Europa è positiva per l'Europa. Mi auguro che potremo continuare il lavoro che abbiamo cominciato".

Avanguardie per l'Europa
I due leader, i due paesi rimangono profondamente europeisti. "Un'Europa senza avanguardie nutre i populismi. Perché vincono? C'è mancata l'ambizione europea. I populismi nascono dall'incapacità europea di difendere i popoli: l'Europa che protegge e risponde alle necessità riduce i populismi". Un giornalista italiano chiede: ma non è che con troppe fughe in avanti si rischi di aumentare i populismi? Il presidente francese risponde convinto: "Per togliere spazio ai populismi non bisogna dimenticare l'ambizione europea, che è quella che è mancata; un'Europa senza avanguardie nutre i populismi. I populismi nascono dall'incapacità europea di difendere i popoli".