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(ansa)

Razzismo e conti, la Ue contro Lega e M5S

Tre big della Commissione in campo. Timmermans e Moscovici attaccano Fontana: inaccettabile. Sotto tiro Di Maio per l’idea di sforare il 3%.
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BRUXELLES. Allarmata da razzismo, populismo, antieuropeismo e promesse fatali per i nostri conti, l'Europa è costretta ad entrare nella campagna elettorale italiana schierando tre pezzi grossi della Commissione Ue: Timmermans, Moscovici e Katainen. Un intervento irrituale, se non senza precedenti, per un'istituzione che da decenni ha trasformato in mantra la non belligeranza nelle questioni politiche nazionali. Ma di fronte alla xenofobia Bruxelles non può tacere. Così il vicepresidente della squadra guidata da Juncker, il laburista olandese Frans Timmermans, interviene sul caso Fontana: "Il razzismo è inaccettabile - afferma riferendosi all'uscita sulla "razza bianca" del leghista candidato in Lombardia per il centrodestra - dobbiamo proteggere i valori condivisi dagli europei, tra cui l'uguaglianza".

Tale è lo stupore che Timmermans si sente in dovere di ricordare concetti in teoria acquisiti a parte della class…
BRUXELLES. Allarmata da razzismo, populismo, antieuropeismo e promesse fatali per i nostri conti, l'Europa è costretta ad entrare nella campagna elettorale italiana schierando tre pezzi grossi della Commissione Ue: Timmermans, Moscovici e Katainen. Un intervento irrituale, se non senza precedenti, per un'istituzione che da decenni ha trasformato in mantra la non belligeranza nelle questioni politiche nazionali. Ma di fronte alla xenofobia Bruxelles non può tacere. Così il vicepresidente della squadra guidata da Juncker, il laburista olandese Frans Timmermans, interviene sul caso Fontana: "Il razzismo è inaccettabile - afferma riferendosi all'uscita sulla "razza bianca" del leghista candidato in Lombardia per il centrodestra - dobbiamo proteggere i valori condivisi dagli europei, tra cui l'uguaglianza".

Tale è lo stupore che Timmermans si sente in dovere di ricordare concetti in teoria acquisiti a parte della classe politica italiana con aspirazioni governative: "Noi siamo tutti uguali, il pericolo per l'Europa non viene dagli altri paesi o dalle altre religioni, ma dalla paura che ispira l'esclusione degli altri. Questa paura fa parte della nostra storia di europei ma la grandissima vittoria conquistata dopo le due guerre è di considerare i diritti umani fondamentali. Per chi crede nei diritti umani, il razzismo è inaccettabile". Sul tema interviene anche il commissario Ue agli Affari economici, il socialista francese Pierre Moscovici, per il quale le parole di Fontana sono "scandalose: i partiti illiberali, razzisti ed estremisti vanno combattuti sul terreno politico".

L'Europa, che non interviene a cuor leggero nel dibattito interno di uno stato membro, finisce nel mirino di Matteo Salvini: "Inaccettabile intrusione di un burocrate europeo". Il leader della Lega, che da europarlamentare a Bruxelles dovrebbe essere di casa, dimentica che Moscovici e Timmermans non sono burocrati, ma politici navigati, ex ministri (Finanze ed Esteri) nei rispettivi paesi. Intanto Fontana torna all'attacco affermando che "il problema (dell'assedio alla razza bianca, ndr) deve essere affrontato". Se lunedì si era giustificato parlando di "lapsus", ieri ha cercato appoggio nella Costituzione: "Per prima dice che esistono razze". Quindi si scaglia contro il centrosinistra: "Gori è quello delle moschee, la Bonino è quella che a una tv araba ha dichiarato che ci servono un milione e mezzo di immigrati l'anno. Noi diciamo no al piano Gori-Bonino". Per Laura Boldrini Fontana "si esprime come nell'Alabama di metà Ottocento". 

Ma non è solo il razzismo ad allarmare l'Europa. Lo stesso Moscovici iscrive "l'incertezza" causata dalle elezioni italiane tra i "rischi politici" per l'Unione nel 2018. Quindi commenta la proposta di Luigi Di Maio di sforare il 3% nel rapporto deficit-Pil: "E' un controsenso assoluto, il tetto del 3% evita che il debito salga ulteriormente e quindi serve a rilanciare la crescita". Il leader 5Stelle replica: "Questa è un'ingerenza, a Moscovici chiedo un confronto pubblico". Sul rischio populismo e xenofobia in Italia, per Bruxelles incarnati da M5S e Lega, interviene anche l'altro vicepresidente della Commissione, il finlandese (di centrodestra) Jyrki Katainen per il quale in Italia "la situazione è molto delicata". "La sola cosa che spero - prosegue - è che ci sarà un governo stabile e pro-europeo". Silvio Berlusconi cavalca il tema: "Nella Ue c'è estrema preoccupazione per una vittoria dei 5Stelle".

In Europa la paura è che l'Italia venga risucchiata in una fase di instabilità, con il rischio di ridare fiato agli estremisti di tutta Europa usciti ammaccati dalle elezioni di Francia e Olanda. Ma in entrambi gli scenari i primi a pagare il conto sarebbero gli italiani. Da un lato Roma sparirebbe dal tavolo negoziale per rilanciare l'Unione, dall'altro rischierebbe dal punto di vista economico, come spiegava ieri il direttore generale per gli Affari economici della Commissione, Marco Buti: "Abbiamo ascoltato le promesse più assurde e incoerenti, dobbiamo vedere un chiaro impegno a ridurre il debito. Altrimenti - è il non detto - il Paese tornerebbe a rischio, come nel 2011, vanificando i sacrifici degli ultimi anni e trasformandosi in un elemento di contagio per tutta l'eurozona.