Esteri

Francia, ora il cittadino ha "il diritto di sbagliare" nella dichiarazione dei redditi

Approvata la legge voluta dal presidente Macron per semplificare il rapporto con lo Stato nelle comunicazioni dei cittadini e rendere la burocrazia "più umana". Ma sarà concesso un solo errore

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La Francia, per la prima volta, dice sì al "diritto di sbagliare" da parte del cittadino. L'Assemblea Nazionale ha approvato una nuova legge che, secondo il partito di Emmanuel Macron e gli altri promotori, faciliterà molto la vita dei francesi. Non a caso, il giovane presidente in campagna elettorale aveva più volte promesso di rendere lo Stato più umano e comprensivo e la burocrazia più snella.

Secondo la nuova misura di Parigi, il cittadino avrà il "diritto di sbagliare", ma solo una volta, quando avrà a che fare con dichiarazioni dei redditi o nelle comunicazioni con lo Stato in generale. Ovviamente l'errore non deve essere volontario ma genuino e casuale. In questo caso, per esempio se un'azienda o le persone fisiche sbagliano a dichiarare i dati alla agenzia delle Entrate, avranno forti sconti sulla comunque inevitabile multa, fino al 50 per cento.

A decidere sulla volontarietà o meno dell'errore saranno ovviamente le autorità francesi. Il ministro Gérald Darmanin ha twittato entusiasta sull'approvazione della legge, definendola una "rivoluzione nel rapporto tra Stato e cittadino"