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E Puigdemont cerca casa. A Waterloo

Il leader catalano si prepara al lungo esilio belga e spunta una villa di 550 mq in affitto. Ma il luogo è particolare
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BARCELLONA. Ha scelto Waterloo come rifugio l'ex presidente catalano Carles Puigdemont. In questo paesotto belga a 20 chilometri dalla capitale Bruxelles, famoso per essere il luogo dove Napoleone perse, il 18 giugno del 1815, la battaglia contro inglesi, olandesi e tedeschi, guidati dal Duca di Wellington, un carissimo amico di Puigdemont, Josep Maria Matamala, ha affittato una mansione familiare di 550 metri quadrati che avrebbe dovuto ospitare l'ex presidente catalano in esilio. Ora che il quotidiano belga L'Echo ha rivelato la notizia il dubbio è d'obbligo perché l'agenzia immobiliare ha reagito malissimo chiudendo il suo sito web e anche Puigdemont, per evitare l'assedio della stampa, potrebbe rinunciare alla casa e trovarne un'altra. In ogni caso si tratta di un villone su tre livelli, con sei camere, tre bagni, una ampia terrazza e un giardino grande un migliaio di metri quadrati. Il suo costo 4.400 euro mensili.

A parte tutti i commen…
BARCELLONA. Ha scelto Waterloo come rifugio l'ex presidente catalano Carles Puigdemont. In questo paesotto belga a 20 chilometri dalla capitale Bruxelles, famoso per essere il luogo dove Napoleone perse, il 18 giugno del 1815, la battaglia contro inglesi, olandesi e tedeschi, guidati dal Duca di Wellington, un carissimo amico di Puigdemont, Josep Maria Matamala, ha affittato una mansione familiare di 550 metri quadrati che avrebbe dovuto ospitare l'ex presidente catalano in esilio. Ora che il quotidiano belga L'Echo ha rivelato la notizia il dubbio è d'obbligo perché l'agenzia immobiliare ha reagito malissimo chiudendo il suo sito web e anche Puigdemont, per evitare l'assedio della stampa, potrebbe rinunciare alla casa e trovarne un'altra. In ogni caso si tratta di un villone su tre livelli, con sei camere, tre bagni, una ampia terrazza e un giardino grande un migliaio di metri quadrati. Il suo costo 4.400 euro mensili.

A parte tutti i commenti sulla scelta del luogo - Puigdemont sconfitto a Waterloo come Napoleone e destinato a un lungo esilio - l'affitto della nuova casa in Belgio conferma le indiscrezioni di questi giorni sulla volontà dell'ex presidente di non tornare in Spagna dove è ricercato per "ribellione" - un reato che prevede più di vent'anni di carcere - in seguito alla dichiarazione unilaterale di indipendenza votata dal Parlamento catalano alla fine di ottobre. Puigdemont in questo momento, e dopo la vittoria alle elezioni regionali del 21 dicembre, è anche l'unico candidato alla presidenza della Catalogna. La sessione parlamentare che avrebbe dovuto rieleggerlo è stata sospesa dopo che il Tribunale costituzionale spagnolo ha espresso parere negativo sulla possibilità che un presidente possa essere nominato anche se è assente, ricercato e in esilio, come Puigdemont.

Fino ad oggi le spese dell'esilio belga sono state sostenute da fondi del suo vecchio partito, il PDeCat, confluito alle ultime elezioni in una nuova lista, Junts per Catalunya, che ha ottenuto circa il 22% dei voti e 34 seggi raggiungendo la maggioranza assoluta insieme alle altre due formazioni nazionaliste, Esquerra Repubblicana, 32 seggi, e la Cup, 4 seggi. Ma nei giorni scorsi, dirigenti del PDeCat avevano già iniziato a mugugnare sui costi dell'esule. "È un uomo preparato, parla le lingue, non gli sarà difficile trovare un lavoro", sussurrava qualcuno. In ogni caso la partita a Barcellona è ancora aperta. I partiti indipendentisti hanno iniziato a discutere una possibile via d'uscita allo stallo istituzionale creato dall'impossibilità di restituire a Puigdemont la guida della Generalitat. Un'ipotesi sarebbe quella di eleggere un presidente effettivo e poi dare a Puigdemont un incarico simbolico da leader catalano in esilio.