Un padre fuori dal comune. Che nel 2016 si era fatto tautare sulla testa la stessa cicatrice del figlio. Una riproduzione che Josh, 28enne del Kansas, si era fatto incidere per aiutarlo a riacquistare fiducia in sé. Difficile spiegargli che quel segno sulla testa era in realtà un simbolo di vittoria. Il bambino infatti a causa della malattia aveva dovuto subire un delicatissimo intervento chirurgico alla testa che gli aveva fatto perdere i capelli e lasciato una vistosa cicatrice a forma di ferro di cavallo.
Papà fuori dal comune: si tatua sulla testa la cicatrice del figlio
Da una parte la cicatrice vera, dall'altra il tatuaggio di un padre fuori dal comune. Una riproduzione che Josh, 28enne del Kansas, si è fatto incidere per aiutare il figlio, operato di tumore al cervello, a riacquistare fiducia in sé. Difficile spiegargli che quel segno sulla testa è in realtà un simbolo di vittoria. Gabriel ha otto anni e l'unica cosa che vede è una cicatrice che gli altri bambini non hanno e che lui, nonostante siano trascorsi nove mesi dall'operazione, ancora non riesce ad accettare. Ma ora non è più l'unico al mondo ad averla: ce l'ha anche il suo papà. La foto postata sui social ha fatto il giro del mondo e ricorda un secondo papà "eroe": il neo zelandese Alistair Campbell che si è tatuato un apparecchio acustico sulla testa per fare in modo che la figlia Charlotte, non udente, non si senta "diversa"
"Gabriel ha otto anni e l'unica cosa che vede è una cicatrice che gli altri bambini non hanno e che lui, nonostante siano trascorsi nove mesi dall'operazione, ancora non riesce ad accettare", aveva spiegato. Ma non era più l'unico ad averla: ce laveva anche il suo papà. La foto postata sui social aveva fatto il giro del mondo. L'operazione alla testa purtroppo non è servita a salvargli la vita: sei mesi dopo il tumore al cervello è tornato e Gabe non ce l'ha fatta.
"Era un combattente, aveva un'anima unica, non ha mai smesso di credere di potercela fare". "Illuminava ogni stanza" ha ricordato la madre Bethany. Se n'è andato a nove anni, ma ha fatto in tempo a conoscere i suoi supereroi preferiti, in una sera di novembre, nella chiesa della cittadina dove la sua famiglia vive, aveva incontrato Batman e Superman. "Ma era lui il nostro supereroe".