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Erdogan dialoga con il Papa e cerca una sponda europea

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Di fronte alle proteste il presidente turco ha cancellato il viaggio in tre Stati dell'America Latina. L'Italia è il primo paese che lo riceve dopo i raid su Afrin
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ISTANBUL. Perché Erdogan viene in Italia? E soprattutto perché la sua visita, da un incontro di poche ore chiesto personalmente al Papa per telefono, si è allargata prima allo Stato e al governo di Roma, e poi ai dirigenti di alcune delle maggiori aziende, fino a spalmarsi su due giorni di viaggio? C'è un velo di imbarazzo, fra Quirinale e Palazzo Chigi, nell'accogliere il Sultano. A maggior ragione dopo le dichiarazioni inusuali fatte ieri sera prima della sua partenza ("l'attacco a Macerata, che ha preso di mira degli stranieri, mostra quanto grande sia diventata la minaccia della xenofobia. Non c'è differenza tra gli attacchi di un'organizzazione terroristica e attacchi razzisti a moschee e luoghi legati alla religione islamica"). Anche perché di fronte a recenti proteste Erdogan ha deciso di cancellare il suo viaggio, previsto dopo Roma, in tre Stati dell'America Latina (Uruguay, Venezuela e Brasile).

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ISTANBUL. Perché Erdogan viene in Italia? E soprattutto perché la sua visita, da un incontro di poche ore chiesto personalmente al Papa per telefono, si è allargata prima allo Stato e al governo di Roma, e poi ai dirigenti di alcune delle maggiori aziende, fino a spalmarsi su due giorni di viaggio? C'è un velo di imbarazzo, fra Quirinale e Palazzo Chigi, nell'accogliere il Sultano. A maggior ragione dopo le dichiarazioni inusuali fatte ieri sera prima della sua partenza ("l'attacco a Macerata, che ha preso di mira degli stranieri, mostra quanto grande sia diventata la minaccia della xenofobia. Non c'è differenza tra gli attacchi di un'organizzazione terroristica e attacchi razzisti a moschee e luoghi legati alla religione islamica"). Anche perché di fronte a recenti proteste Erdogan ha deciso di cancellare il suo viaggio, previsto dopo Roma, in tre Stati dell'America Latina (Uruguay, Venezuela e Brasile).

L'Italia è dunque il primo Paese a ricevere il presidente turco da quando le Forze armate di Ankara 15 giorni fa hanno scatenato i raid sull'enclave di Afrin, territorio siriano, in un'offensiva che sta causando decine di vittime fra combattenti e civili curdi, oppostisi ai jihadisti del sedicente Stato islamico. Per il capo dello Stato turco, i membri del Pyd e dello Ypg sono affiliati al Pkk e dunque "terroristi". Secondo altri Paesi, fra cui gli Stati Uniti, anch'essi in imbarazzo perché militarmente li appoggiano, le diverse unità al confine sono guerriglieri che si battono contro l'Isis.

Se allora è un gesto di dialogo per Papa Francesco quello di ricevere il presidente turco, in attesa di confrontarsi sulla questione di Gerusalemme al cuore dell'incontro storico di stamane in Vaticano (59 anni fa l'ultima visita da Ankara), l'Italia ha deciso di interloquire con Erdogan di persona. La cooperazione sui migranti e sulla Libia è buona. Roma è stata sempre al fianco della Turchia quando il suo percorso europeo era credibile, mentre altri (Sarkozy) lo bloccavano, e farlo saltare sarebbe inutile, ma inevitabile ora congelarlo. Una posizione che mette il governo italiano in condizione di essere chiaro sull'importanza per Ankara di uscire dall'attuale stato di emergenza, di premere perché siano rispettati Amnesty e i giornalisti, e di esprimere preoccupazione per il distretto siriano di Afrin.

Starà al presidente Mattarella e al premier Gentiloni puntare l'accento sul rispetto di tutte le libertà, come chiedono a gran voce tante forze, anche se i tempi ridotti e i colloqui con le autorità italiane non permetteranno un confronto diretto fra Erdogan e i media. Considerando inoltre che la Turchia per l'Italia è un formidabile partner commerciale, con interscambio di 17,8 miliardi di dollari. Ecco perché la visita ha finito per estendersi alle grandi imprese, che con un potere composto da pii conservatori anatolici abilissimi nel fare di conto hanno affari d'oro. La Turchia conta. Molto. E quando pure un leader come il Sultano bussa alla porta, qui gli viene spalancata.