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(afp)

La maratona di Nancy Pelosi, la paladina dei baby Dreamers sveglia l’America

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Ha parlato per 8 ore e 16 minuti in difesa di bambini arrivati al seguito di genitori migranti. Leggendo la Bibbia, ha battuto ogni record: non fermerà Trump, ma ha dato una grande prova
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Di che cosa stiamo parlando

Il 5 marzo scade il DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals), programma varato dall'ex presidente Barack Obama per proteggere i bambini arrivati negli Usa a seguito di genitori clandestini da popssibili deportazioni. L'Amministrazione Trump non vuole rinnovare l'accordo, mettendo a rischio la permanenza in Usa di 700mila giovani.


WASHINGTON. Ci voleva una donna per sbriciolare i record degli uomini, una vera lady di ferro per riuscire a parlare ininterrottamente per otto ore e 15 minuti. Ci voleva Nancy Pelosi, la leader della minoranza Democratica tiranneggiata dalla maggioranza Repubblicana, sorretta da una volontà pari alla sua passione politica, da tacchi da sette centimetri e dall'orgoglio della battaglia contro l'età, per lanciarsi in difesa di chi, nel tempo della xeonofobia vincente, nessuno difende: gli immigrati.

Il suo intervento, che ha distrutto ogni record di durata nella storia bicentenaria della Came…

Di che cosa stiamo parlando

Il 5 marzo scade il DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals), programma varato dall'ex presidente Barack Obama per proteggere i bambini arrivati negli Usa a seguito di genitori clandestini da popssibili deportazioni. L'Amministrazione Trump non vuole rinnovare l'accordo, mettendo a rischio la permanenza in Usa di 700mila giovani.


WASHINGTON. Ci voleva una donna per sbriciolare i record degli uomini, una vera lady di ferro per riuscire a parlare ininterrottamente per otto ore e 15 minuti. Ci voleva Nancy Pelosi, la leader della minoranza Democratica tiranneggiata dalla maggioranza Repubblicana, sorretta da una volontà pari alla sua passione politica, da tacchi da sette centimetri e dall'orgoglio della battaglia contro l'età, per lanciarsi in difesa di chi, nel tempo della xeonofobia vincente, nessuno difende: gli immigrati.

Il suo intervento, che ha distrutto ogni record di durata nella storia bicentenaria della Camera dei Rappresentanti americana, non salverà da solo gli 800 mila giovani "Dreamers", quelli che erano stati protetti temporaneamente dalla deportazione da Obama e che oggi Trump usa come ostaggi da vendere in cambio dei finanziamenti alle sua Grande Muraglia Messicana. Non aiuterà neppure le fortune elettorali del suo partito, perché Nancy è odiata dalla destra, è il pupazzo "liberal" che il trumpismo e i suoi media agitano come spauracchio davanti alle proprie legioni bianche. Alla Casa Bianca guardavano la sua maratona oratoria fregandosi le mani: "Per ogni minuto che lei appare sono 10mila voti in più per noi", sogghignava un cortigiano del Presidente, secondo il Washington Post. Ma Nancy un risultato ha ottenuto: passerà alla storia della Repubblica americana come la donna che parlò per un giorno intero.

L'idea dell'occupazione degli scanni, secondo un cavillo dei regolamenti parlamentari che consente soltanto al leader del gruppo di sforare i cinque i minuti per la sua orazione, era venuta all'alba, a questa formidabile signora italo americana che s'innamorò della politica, e forse anche dell'uomo, incontrando da ragazza John F. Kennedy nel 1962 con il padre Joe D'Alessando, sindaco di Baltimora, dove è nata. Poco dopo le sette del mattino di mercoledì, ha svegliato i suoi assistenti, che dormono con un bicchiere d'acqua sul comodino per schiarirsi la voce quando devono risponderle a ogni ora e ha chiesto di assemblare un discorso che potesse andare avanti a oltranza. Un'orazione fiume, di proporzioni castriste, che servisse a dimostrare come i Democrartici si battano contro la tirannide della maggioranza usando l'unica arma a disposizione: l'ostruzionismo.

I suoi assistenti si sono messi al lavoro. E quando Nancy è arrivata sotto la cupola del Campidoglio alle dieci avevano raccolto ogni immaginabile brandello di discorsi e di trascorsi, pagine e pagine che continuavano ad alimentare, come fuochisti nelle vecchie locomotive. Colleghi di partito, attratti dal numero della signora Pelosi - cognome del marito Paul con il quale è sposata da mezzo secolo avendo cinque figli - le passavano citazioni dal Vangelo e della Bibbia, fonte inesauribili di profezie, parabole e narrazione per ogni stagione. Un parlamentare ex gesuita, Juan Vargas, eletto come lei in California, ripescava paragrafi da bolle ed encicliche papali, oltre che dal Vangelo secondo Matteo. Rosa De Lauro, deputata del Connecticut e cattolica come lei, le allungava il Rosario, per recitarlo tutto, occupando altro tempo. Alle 15 e 40, quando il Presidente della Camera Paul Ryan ha osato chiederle se fosse stanca, dopo 5 ore di oratoria, Nancy si è raddrizzata sulla schiena che cominciava a ingobbirsi e ha risposto semplicemente "no, grazie".

Ne aveva il diritto, ma a una condizione. Avrebbe potuto parlare anche per mesi, purché non si interrompesse mai e non abbandonasse il suo seggio, neppure per andare in bagno. Sotto gli oggi sbalorditi di colleghi e colleghe, in un'aula dove gli adolescenti non abbondano, Nancy non si è arresa e ha parlato, parlato, parlato fino alle 18 e 16. "Non possiamo permettere che il Senato calpesti i diritti della Camera spingendo leggi sul bilancio che ignorano il dramma di questi bambini e giovani portati in America dai genitori, dunque non colpevoli di immigrazione clandestina" ripeteva, permettendosi soltanto di scendere dai tacchi per riposare i piedi, nascosta dal banco, ma tradita dall'abbassamento di statura. Fuori dall'aula, giovani immigrati cantavano e pregavano per lei e per se stessi, incitandola. E la loro Giovanna d'Arco, senza che il trucco e il lavoro dei chirurghi desse segni di liquefazione, pregava per loro. Nell'illusione che il Muro di Parole potesse fermare la marea dell'odio.