Brexit, memo riservato: Corbyn favorevole a unione doganale tra Gran Bretagna e Ue
Enrico Franceschini
Se il Labour andasse al potere, i negoziati sulla Brexit sarebbero molto diversi. E’ il messaggio che Jeremy Corbyn ha dato a Michel Barnier, incontrando il capo-negoziatore europeo durante la sua recente visita a Londra
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LONDRA – Se il Labour andasse al potere, i negoziati sulla Brexit sarebbero molto diversi. E’ il messaggio che Jeremy Corbyn ha dato a Michel Barnier, incontrando il capo-negoziatore europeo durante la sua recente visita a Londra. Un memorandum dell’incontro, passato evidentemente dallo staff di Barnier agli ambasciatori dei 27 paesi della Ue e ottenuto dal Daily Telegraph, afferma che il leader laburista ha annunciato privatamente all’inviato di Bruxelles una posizione diversa da quella che finora afferma in pubblico.
Corbyn si sarebbe espresso a favore della permanenza della Gran Bretagna nell’unione doganale, sul modello della Turchia per intendersi, mentre ufficialmente continua a sostenere che sarà necessario uscirne, anche se per il Labour un’unione doganale resta fra le opzioni finali della trattativa. Una posizione volutamente ambigua, per non perdere il sostegno degli elettori laburisti che hanno votato per la Brexit così come di quelli che hanno votato contro. Ma secondo le indiscrezioni Corbyn si prepara a una svolta di questo tipo anche in pubblico: vuole solo aspettare che passi ancora qualche mese, che il negoziato con la Ue si complichi ulteriormente e che il governo si indebolisca ancora di più.
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Eppure Theresa May non è per ora riuscita a raggiungere un’intesa in merito con il suo governo. Due giorni di consultazioni con gli 11 ministri più importanti non sono serviti a mettere d’accordo gli ultra brexitiani come il ministro degli Esteri Boris Johnson e i moderati come il ministro del Tesoro Philip Hammond. La premier avrebbe deciso di invitare il suo “gabinetto ristretto” a trascorrere una giornata intera con lei a The Chequers, la sua residenza ufficiale di campagna, nel tentativo di risolvere lo stallo.
Fra le altre promesse di Corbyn a Barnier ci sarebbe l’impegno a un immediato riconoscimento unilaterale di tutti i diritti dei 3 milioni di cittadini europei residenti in Gran Bretagna e l’accettazione di un ruolo di arbitro nelle dispute legali per la Corte europea di Giustizia. Con il Labour al potere, avrebbe detto il leader al capo negoziatore europeo, i negoziati sarebbero “molto differenti”. Naturalmente perché il Labour vada al potere occorre che vinca nuove elezioni e le prossime non sono previste fino al 2022, ma in caso di dimissioni di May e di un nuovo premier Tories a Downing Street non è escluso che ci siano di nuovo elezioni anticipate: e nei sondaggi al momento i laburisti sono in testa. Il Telegraph cita un commento di una fonte diplomatica che paragona l’intervento di Corbyn con Barnier a “un colpo di stato”, ma un portavoce del Labour nega che si sia trattato di un’operazione per “sabotare il governo” durante la fase due del negoziato.