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Olaf Scholz (ansa)

Dimenticare Schaeuble: le promesse di Scholz alla Ue

Il probabile ministro delle Finanze tedesco delinea la nuova politica economica dopo anni di austerity: "Non intendiamo più dire agli altri Paesi come devono svilupparsi"
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Olaf Scholz ha la fama di essere un duro. In queste ore il sindaco di Amburgo ha addosso gli occhi di tutti, e certo non solo in Germania. Perché sarà lui, quasi certamente, a prendere il posto occupato fino a poche settimane fa da Wolfgang Schaeuble quando la nuova Grosse Koalition sarà in piedi. E le parole di un duro in genere pesano di più: parlando con lo Spiegel, il futuro ministro alle Finanze tedesco non ci ha pensato due volte ad annunciare una svolta nella politica finanziaria della Ue. In termini che il suo predecessore certamente non avrebbe mai usato: "Non intendiamo prescrivere agli altri Paesi europei come devono svilupparsi". Pausa. "Da questo punto di vista certamente in passato sono stati fatti errori".

Una netta presa di distanza da Schaeuble ma anche dal dogma "dei compiti da fare a casa" ossessivamente ripetuto a Berlino. Affermazioni che ovviamente sono state notati ieri a Bruxelles come a Parigi, senza p…
Olaf Scholz ha la fama di essere un duro. In queste ore il sindaco di Amburgo ha addosso gli occhi di tutti, e certo non solo in Germania. Perché sarà lui, quasi certamente, a prendere il posto occupato fino a poche settimane fa da Wolfgang Schaeuble quando la nuova Grosse Koalition sarà in piedi. E le parole di un duro in genere pesano di più: parlando con lo Spiegel, il futuro ministro alle Finanze tedesco non ci ha pensato due volte ad annunciare una svolta nella politica finanziaria della Ue. In termini che il suo predecessore certamente non avrebbe mai usato: "Non intendiamo prescrivere agli altri Paesi europei come devono svilupparsi". Pausa. "Da questo punto di vista certamente in passato sono stati fatti errori".

Una netta presa di distanza da Schaeuble ma anche dal dogma "dei compiti da fare a casa" ossessivamente ripetuto a Berlino. Affermazioni che ovviamente sono state notati ieri a Bruxelles come a Parigi, senza parlare delle altre capitale europee. Non solo. Aggiunge Scholz che compito dei tedeschi sarà anche quello di "contribuire e riempire i vuoti" che nelle finanze della Ue saranno lasciati dalla Brexit, per quanto "ovviamente non da soli".

In effetti l'uscita di Scholz - che prima di diventare borgomastro di Amburgo è stato anche ministro del Lavoro in una precedente edizione della "GroKo" - è del tutto coerente con le indicazioni del contratto di coalizione firmato dopo una sfibrante maratona negoziale: soprattutto dove si parla di un "nuovo inizio" per l'Europa e di una road map di riforme come promesso da Emmanuel Macron.

Tuttavia è importante capire quali accenti voglia porre il futuro ministro alle Finanze, che è stato un sodale di Gerhard Schroeder e viene considerato un esponente del fianco destro della Spd. Non a caso Scholz ha messo le mani avanti cercando di rasserenare i tanti che dalle fila di Cdu e Csu hanno espresso timori, per non dire rabbia, per la decisione di affidare le Finanze ad un uomo della Spd. Una scelta che viene considerata, né più né meno, un "grave cedimento" da parte di Angela Merkel, ma anche un'ipoteca sulla tenuta dei conti.

"Noi socialdemocratici siamo per finanze solide", corre a dire Scholz, aggiungendo che anche la Spd si impegnerà a mantenere lo "zero nero", ossia il pareggio di bilancio in Germania. Laddove si rendessero necessarie "spese extra", l'esponente Spd assicura che le uniche strade sono un'ulteriore crescita economica e nuove tasse: "Dobbiamo vedere con attenzione che cosa ci potremo permettere e cosa no".

Ma anche un "realista" con i piedi per terra come Scholz deve fare i conti con lo stato confusionale in cui la Spd è precipitata dopo la clamorosa doppietta della rinuncia di Martin Schulz al ministero degli Esteri seguita all'annuncio che avrebbe lasciato la guida del partito: ieri la sinistra socialdemocratica ha chiesto a gran voce che vengano lanciate le primarie per scegliere il nuovo capo e questo mentre sta partendo il referendum-cardiopalma tra gli iscritti sul futuro della "GroKo". Per dire del clima, la sorella dello stesso Schulz, sullo sfondo della furente battaglia con il ministro uscente degli Esteri Sigmar Gabriel, ha chiamato la Spd "un pozzo di serpi".