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Orbán sotto osservazione anche per irregolarità nell'uso dei fondi Ue

La vicenda del sospetto di appalti irregolari è stata data con particolare risalto in rete dal quotidiano britannico Guardian. Secondo il cui resoconto, gli europarlamentari avrebbero detto all´Olaf di sospettare dell´esistenza di un sistema a caussa del quale appalti pubblici importanti “verrebbero affidati a familiari, o amici oligarchi” dell´entourage del capo dell´esecutivo. La difesa del governo: fatti risalenti ai tempi dei socialisti

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Nuova polemica tra istituzioni europee e maggioranza liberamente eletta ungherese. Secondo l´eurodeputata di centrodestra tedesca Ingeborg Grässle, che guida la Commissione dell´Europarlamento per il controllo sul bilancio dell´Unione europea, si sarebbero verificati in Ungheria “alcuni specifici problemi sull´uso di fondi ue in gare d´appalto, e questi problemi vanno affrontati”. Si tratterebbe molte gare d´appalto vinte “da oligarchi vicini al primo ministro alla sua famiglia o al suo entourage”. Gli europarlamentari si rifanno a rapporti dell´Olaf, l´ufficio anti-frodi europeo, secondo i quali in particolare un contratto per l´illuminazione pubblica è stato appaltato in fretta a una società di cui era azionista di riferimento, prima dei fatti, il genero del popolare premier Viktor Orbán, István Tiborcz. Secondo la signora Grässle, che recentemente ha visitato il paese magiaro, “là al 36 per cento delle gare d´appalto partecipa un solo concorrente…non è certo un problema solo ungherese, in Polonia o Croazia la percentuale pare sia del 45 per cento”. Le autorità ungheresi hanno promesso piena collaborazione investigativa con l´Olaf, sottolineando che i dati forniti dalla Grässle sono vecchi, e la percentuale di gare d´appalto con un solo concorrente è scesa al 26,3 per cento mentre i casi di malversazione piú cospicui risalgono a quando, prima dell´aprile 2010, governava il Partito socialista (ex comunista), investito a suo tempo da gravi affaires di corruzione e malversazione. In Ungheria si tengono elezioni parlamentari il prossimo 8 aprile, e Orbán appare pressoché certo di un terzo mandato.

La vicenda del sospetto di appalti irregolari è stata data con particolare risalto in rete dal quotidiano britannico Guardian. Secondo il cui resoconto, gli europarlamentari avrebbero detto all´Olaf di sospettare dell´esistenza di un sistema a caussa del quale appalti pubblici importanti “verrebbero affidati a familiari, o amici oligarchi” dell´entourage del capo dell´esecutivo. Parlano di “irregolarità semi-legali”con i fondi Ue.

L´indagine della Olaf sull´illuminazione pubblica riguarda la Elios Innovativ, un´azienda che secondo ong critiche avrebbe fornito lampade stradali a prezzi ben superiori a quelli di mercato. Si tratterebbe di fondi ue impiegati a tale scopo per 40 milioni di euro. Al tempo stesso l´autorità antifrode dell´Unione europea consiglia che Bruxelles chieda la restituzione di 283 milioni di euro per un appalto per la costruzione di una linea della metropolitana di Budapest, un progetto risalente all´epoca dei governi socialisti e completato poi nel 2014.

L´Ungheria riceverà fondi dell´Unione per 25 miliardi di euro di qui al 2021. La signora Grässle ha chiesto di istituire controlli piú severi dell´Unione in tutti i paesi riceventi. Le autorità ungheresi, impegnandosi a collaborare con le indagini, sottolineano che si tratta soprattutto di gare d´appalto risalenti a quando era al potere il Partito socialista, cioè fino all´aprile 2010. Recentemente il premier magiaro ha sottolineato che l´Ungheria vista la sua solida crescita economica e i suoi rapporti economici internazionali ben diversificati potrebbe farcela anche senza fondi Ue, e “non deve temere nulla perché non è dipendente da finanziamenti altrui”. Secondo Miklos Ligeti, della sezione ungherese di Transparency international, i fondi europei hanno un ruolo importante nell´arricchimento di oligarchi vicini ai vertici del partito di maggioranza, membro dei Popolari europei. Anni fa il politologo Balint Magyar, veterano del dissenso liberal sotto la vecchia dittatura comunista, aveva dedicato al tema del sistema (nato prima dell´èra Orbán) di favori in appalti e uso discutibile di fondi pubblici nazionali ed europei un libro dal titolo “La piovra ungherese”.