BEIRUT - Sgarbo diplomatico o semplice fraintendimento? Le immagini del segretario di Stato americano Rex Tillerson seduto da solo davanti alla bandiera libanese nella sala d'attesa del palazzo presidenziale di Baabda, sulle colline sovrastanti Beirut, hanno creato un piccolo giallo in Libano. Tillerson, arrivato questa mattina in una città paralizzata dalle misure di sicurezza, è rimasto ad aspettare per diversi minuti sotto gli occhi di giornalisti e fotografi prima che la sua controparte libanese, il ministro degli Esteri Gebran Bassil, gli andasse incontro per salutarlo e lo introducesse nella sala dove lo aspettava il presidente della Repubblica (e suocero dello stesso Bassil) Michel Aoun.
"Nessuno sgarbo, tutto è andato come previsto, il segretario era arrivato in anticipo", si sono affrettati a dichiarare i responsabili del protocollo libanese quando le foto hanno iniziato a girare in Rete. Ma la nota non è riuscita a dissipare la sensazione di un dispetto di Aoun nei confronti degli Stati Uniti, critici ardenti del movimento sciita Hezbollah di cui il presidente libanese è il principale alleato interno. E le immagini di un imbarazzato Tillerson solitario e in attesa sulla sua poltrona sono circolate ben più di quelle dell'incontro ufficiale con Aoun.
Al presidente, così come più tardi al primo ministro Saad Hariri, Tillerson ha ribadito l'impegno degli Stati Uniti per la stabilità in Libano e in Israele, vicini in perenne tensione che negli ultimi mesi, a causa della guerra in Siria e del giacimento di gas individuato nelle acque territoriali di confine, sembrano pericolosamente vicini a un confronto diretto. "Hezbollah non è una preoccupazione solo per gli Stati Uniti - ha detto Tillerson - anche i libanesi dovrebbero essere preoccupati delle azioni di Hezbollah e di come il suo crescente arsenale stia attirando su tutto il Paese una tensione indesiderata e inutile. Il coinvolgimento di Hezbollah nei conflitti regioni è una minaccia alla sicurezza di tutto il Libano".
"Nessuno sgarbo, tutto è andato come previsto, il segretario era arrivato in anticipo", si sono affrettati a dichiarare i responsabili del protocollo libanese quando le foto hanno iniziato a girare in Rete. Ma la nota non è riuscita a dissipare la sensazione di un dispetto di Aoun nei confronti degli Stati Uniti, critici ardenti del movimento sciita Hezbollah di cui il presidente libanese è il principale alleato interno. E le immagini di un imbarazzato Tillerson solitario e in attesa sulla sua poltrona sono circolate ben più di quelle dell'incontro ufficiale con Aoun.
Al presidente, così come più tardi al primo ministro Saad Hariri, Tillerson ha ribadito l'impegno degli Stati Uniti per la stabilità in Libano e in Israele, vicini in perenne tensione che negli ultimi mesi, a causa della guerra in Siria e del giacimento di gas individuato nelle acque territoriali di confine, sembrano pericolosamente vicini a un confronto diretto. "Hezbollah non è una preoccupazione solo per gli Stati Uniti - ha detto Tillerson - anche i libanesi dovrebbero essere preoccupati delle azioni di Hezbollah e di come il suo crescente arsenale stia attirando su tutto il Paese una tensione indesiderata e inutile. Il coinvolgimento di Hezbollah nei conflitti regioni è una minaccia alla sicurezza di tutto il Libano".