L'irredentismo catalano continua a ossessionare la polizia spagnola tanto da ordinare perquisizioni anche all'aereo privato di Pep Guardiola, allenatore del Manchester city, ma soprattutto famoso difensore e sponsor dell'indipendenza. Nel timore che Guardiola potesse aiutare l'ex presidente Carles Puigdemont, in esilio a Bruxelles dalla fine di ottobre, a tornare di nascosto a Barcellona per essere reinsediato a capo della Generalitat dal Parlamento regionale, l'aereo del mister catalano è stato perquisito per controlli in due occasioni. Alla fine della scorsa settimana e l'altro ieri quando la famiglia di Guardiola rientrava a Barcellona per trascorrere il weekend nella capitale catalana. All'aeroporto di El Prat, gli agenti della Guardia civil avrebbero perquisito anche altri piccoli aerei privati sempre a caccia di Puigdemont e sono controlli che ormai si susseguono da settimane, dopo che i partiti filo indipendentisti hanno ottenuto di nuovo la m…
L'irredentismo catalano continua a ossessionare la polizia spagnola tanto da ordinare perquisizioni anche all'aereo privato di Pep Guardiola, allenatore del Manchester city, ma soprattutto famoso difensore e sponsor dell'indipendenza. Nel timore che Guardiola potesse aiutare l'ex presidente Carles Puigdemont, in esilio a Bruxelles dalla fine di ottobre, a tornare di nascosto a Barcellona per essere reinsediato a capo della Generalitat dal Parlamento regionale, l'aereo del mister catalano è stato perquisito per controlli in due occasioni. Alla fine della scorsa settimana e l'altro ieri quando la famiglia di Guardiola rientrava a Barcellona per trascorrere il weekend nella capitale catalana. All'aeroporto di El Prat, gli agenti della Guardia civil avrebbero perquisito anche altri piccoli aerei privati sempre a caccia di Puigdemont e sono controlli che ormai si susseguono da settimane, dopo che i partiti filo indipendentisti hanno ottenuto di nuovo la maggioranza assoluta alle elezioni dello scorso 21 dicembre.
L'impegno della polizia produce anche episodi esilaranti, come quando ieri a Torrejón de Ardoz, vicino a Madrid, sei agenti si sono lanciati all'inseguimento di un comico tv che per registrare uno sketch si era travestito da Puigdemont. Credevano che fosse l'ex presidente catalano. Ma per il suo appoggio al nazionalismo Guardiola rischia di avere problemi anche in Gran Bretagna. La federazione del calcio inglese ha aperto un'indagine sull'allenatore per il laccio giallo che porta al petto durante le partite. In Catalogna è un simbolo per sostenere la causa della liberazione dei "prigionieri politici". L'ex vice presidente Junqueras e i due leader dei movimenti civici indipendentisti, Jordi Sánchez e Jordi Cuixart, che sono in carcerazione preventiva da quattro mesi accusati di "ribellione". Per la federazione inglese il nastro giallo è "un simbolo politico", viola il regolamento, e Guardiola potrebbe essere soggetto a sanzioni.
A Barcellona l'assedio giudiziario a colpi di dossier consegnati dalla Guardia civil al giudice del Tribunale supremo, Pablo Llarena, che indaga sul referendum illegale del primo ottobre e il successivo voto della dichiarazione d'indipendenza, prosegue. La segretaria politica di "Esquerra republicana", Marta Rovira, ha evitato il carcere pagando una cauzione di 50mila euro. Mentre Anna Gabriel, ex deputata e portavoce della Cup, invece di presentarsi davanti al giudice ha preferito fuggire in esilio in Svizzera. E ora la Spagna valuta l'idea di emettere un ordine di cattura internazionale ma gli svizzeri hanno già detto che considerano "persecuzione politica" le accuse contro Anna Gabriel ed è molto difficile che possano concedere l'estradizione. L'altra dirigente catalana che rischia un procedimento giudiziario sulla base dei dossier della Guardia civil è Elsa Artadi, considerata il braccio destro dell'ex presidente in esilio. Ma nelle pagine del j'accuse degli agenti della Guardia civil è finito anche il presidente di Mediapro, Jaume Roures, che viene dipinto come una sorta "deus ex machina" occulto dell'avventura secessionista.
L'impegno della polizia produce anche episodi esilaranti, come quando ieri a Torrejón de Ardoz, vicino a Madrid, sei agenti si sono lanciati all'inseguimento di un comico tv che per registrare uno sketch si era travestito da Puigdemont. Credevano che fosse l'ex presidente catalano. Ma per il suo appoggio al nazionalismo Guardiola rischia di avere problemi anche in Gran Bretagna. La federazione del calcio inglese ha aperto un'indagine sull'allenatore per il laccio giallo che porta al petto durante le partite. In Catalogna è un simbolo per sostenere la causa della liberazione dei "prigionieri politici". L'ex vice presidente Junqueras e i due leader dei movimenti civici indipendentisti, Jordi Sánchez e Jordi Cuixart, che sono in carcerazione preventiva da quattro mesi accusati di "ribellione". Per la federazione inglese il nastro giallo è "un simbolo politico", viola il regolamento, e Guardiola potrebbe essere soggetto a sanzioni.
A Barcellona l'assedio giudiziario a colpi di dossier consegnati dalla Guardia civil al giudice del Tribunale supremo, Pablo Llarena, che indaga sul referendum illegale del primo ottobre e il successivo voto della dichiarazione d'indipendenza, prosegue. La segretaria politica di "Esquerra republicana", Marta Rovira, ha evitato il carcere pagando una cauzione di 50mila euro. Mentre Anna Gabriel, ex deputata e portavoce della Cup, invece di presentarsi davanti al giudice ha preferito fuggire in esilio in Svizzera. E ora la Spagna valuta l'idea di emettere un ordine di cattura internazionale ma gli svizzeri hanno già detto che considerano "persecuzione politica" le accuse contro Anna Gabriel ed è molto difficile che possano concedere l'estradizione. L'altra dirigente catalana che rischia un procedimento giudiziario sulla base dei dossier della Guardia civil è Elsa Artadi, considerata il braccio destro dell'ex presidente in esilio. Ma nelle pagine del j'accuse degli agenti della Guardia civil è finito anche il presidente di Mediapro, Jaume Roures, che viene dipinto come una sorta "deus ex machina" occulto dell'avventura secessionista.