Comcast offre 31 miliardi per Sky
Federico Rampini , dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINIMurdoch spiazzato. Ecco come cambia l'industria della Tv
Di che cosa stiamo parlando
La 21st Century Fox di Rupert Murdoch nel dicembre del 2016 ha lanciato un’offerta sul 61% di Sky che non possiede, al prezzo di 10,75 sterline per azione. Nel frattempo la 21st Century Fox ha accettato di fondersi con la Disney. Entrambe le operazioni non hanno tutte le autorizzazioni necessarie in Usa, in Europa e nel Regno Unito. Ora il gruppo Usa Comcast lancia un’altra Opa su Sky
NEW YORK. I giganti della tv americana si interessano anche al mercato europeo; ed è in buona parte una reazione all’avanzata di nuovi soggetti come Netflix e Amazon nella streaming-tv. È questo il senso della battaglia — accesa e anche complicata — per il controllo di Sky. L’ultimo a entrare in campo è il colosso Usa della cable-tv Comcast. Ieri mattina ha preannunciato che lancerà un’Opa da 31 miliardi di dollari per il controllo di Sky. Quest’offerta è in diretta competizion…
Di che cosa stiamo parlando
La 21st Century Fox di Rupert Murdoch nel dicembre del 2016 ha lanciato un’offerta sul 61% di Sky che non possiede, al prezzo di 10,75 sterline per azione. Nel frattempo la 21st Century Fox ha accettato di fondersi con la Disney. Entrambe le operazioni non hanno tutte le autorizzazioni necessarie in Usa, in Europa e nel Regno Unito. Ora il gruppo Usa Comcast lancia un’altra Opa su Sky
NEW YORK. I giganti della tv americana si interessano anche al mercato europeo; ed è in buona parte una reazione all’avanzata di nuovi soggetti come Netflix e Amazon nella streaming-tv. È questo il senso della battaglia — accesa e anche complicata — per il controllo di Sky. L’ultimo a entrare in campo è il colosso Usa della cable-tv Comcast. Ieri mattina ha preannunciato che lancerà un’Opa da 31 miliardi di dollari per il controllo di Sky. Quest’offerta è in diretta competizione con quella già presentata dall’azionista di maggioranza relativa di Sky, che è ancora per adesso la Fox americana di Rupert Murdoch. Inoltre la mossa aggressiva di Comcast s’inserisce come un cuneo dentro l’altra operazione con cui la famiglia Murdoch sta vendendo gran parte delle attività di Fox alla Disney. In quel pacchetto che interessa la Disney ci sta pure Sky. Attorno alla tv inglese (con ampia presenza nel resto d’Europa) si svolge dunque una contesa che ha per protagonisti tre gruppi americani. Il più generoso in termini economici, almeno fin qui, è l’ultimo arrivato: con l’offerta di ieri mattina Comcast si dice disposta a pagare la totalità del capitale Sky al prezzo di 12,50 sterline per azione (la società è quotata alla Borsa di Londra) mentre Fox offriva 10,75 sterline per rastrellare il 61% delle azioni Sky che non possiede ancora. La Borsa ha reagito ovviamente con un’impennata delle quotazioni di Sky che sono subito salite oltre il prezzo di offerta di Murdoch. Tutto questo complica per la famiglia Murdoch il disimpegno dalla televisione, che era stato annunciato (abbastanza a sorpresa) pochi mesi fa. Sul finire dell’anno scorso, prendendo atto che l’irruzione di Netflix e Amazon nei servizi di streaming sta sconvolgendo le abitudini di consumo e quindi le regole del gioco del mercato televisivo e i rapporti di forze, Murdoch si era detto “troppo piccolo” per competere con quei giganti. Donde la decisione di cedere gran parte delle attività Fox alla Disney per 52 miliardi di dollari. Ora la Disney vede arrivare un terzo incomodo che vuole “sfilare” dalla Fox uno dei gioielli, cioè appunto Sky. Che raggiunge un mercato di 23 milioni di utenti fra Regno Unito, Italia, Germania, Austria e Irlanda.
Ieri mattina in una videoconferenza negli Stati Uniti il chief executive di Comcast, Brian Roberts, ha raccontato i retroscena della sua scalata con aneddoti gustosi. Tra i quali il racconto di un suo recente viaggio a Londra, durante il quale una conversazione con un tassista locale lo avrebbe vieppiù convinto dell’appetibilità di Sky. Il tassista in questione a quanto pare è uno spettatore affezionato, che gli ha spiegato nei dettagli l’importanza del calcio in tv per gli inglesi (un argomento sul quale un americano non è per forza preparato). Il chief executive di Comcast ha citato tra le ragioni della sua decisione la recente vittoria di Sky nella gara per i diritti della English Premier League.
La battaglia per Sky scombussola i piani per la ritirata di Murdoch dal business televisivo. L’acquisto del 61% di Sky da parte sua era uno dei passaggi verso la cessione di gran parte dell’impero televisivo alla Disney. Murdoch rimarrebbe comunque uno dei maggiori editori mondiali nella carta stampata. Negli Stati Uniti possiede tra l’altro The Wall Street Journal, a Londra The Times, in Australia rimane dominante nei quotidiani.
La necessità di reagire all’invasione di campo di Amazon e Netflix è all’origine di altri tentativi di fusione-acquisizione sul mercato televisivo americano. Alcuni dei quali hanno anche attirato un’evidente ostilità da parte dell’Amministrazione Trump. È il caso dell’AT&T che ha lanciato un’offerta da 85 miliardi di dollari per comprare Time Warner. La logica è quella dell’integrazione verticale, tra coloro che possiedono le infrastrutture (cavo, linee a fibre ottiche) e offrono abbonamenti multiuso (tv, telefono, Internet), e coloro che invece producono i contenuti di spettacolo e informazione da far transitare su quelle infrastrutture. L’antitrust ha ostacolato l’operazione AT&T-Time Warner, secondo alcune interpretazioni per imporre la vendita della rete Cnn invisa alla Casa Bianca. La controversia si trascinerà per qualche tempo nei tribunali.