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Brasile, allarme fake news sulla campagna elettorale

In autunno il più grande Paese dell'America Latina andrà alle urne: la candidata di sinistra Marina Silva denuncia una campagna di delegittimazione contro di lei
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RIO DE JANEIRO – Le fake news minacciano di inquinare la campagna elettorale in Brasile. L’allarme era già stata lanciato all’inizio dell’anno. Il governo era corso ai ripari e aveva creato una task force che sta mettendo a punto un algoritmo in grado di individuare i falsi ed eliminarli dalla rete. Non è un processo facile. Si tratta di mediare tra il diritto alla libera informazione e di pensiero e l’altrettanto diritto ad una comunicazione non condizionata da distorsioni ideologiche.

Prima vittima delle fake è stata la candidata della sinistra Marina Silva, al terzo posto nella scala dei consensi, dietro l'ex presidente Lula da Silva e Jair Bolsonaro, l’ex parà che guida l’estrema destra. “Le notizie false non sono cominciate con Trump”, ha denunciato la leader ambientalista che ha raccolto alle ultime elezioni ben 22 milioni di voti, “sono iniziate con me sin dal 2014. C’erano notizi…
RIO DE JANEIRO – Le fake news minacciano di inquinare la campagna elettorale in Brasile. L’allarme era già stata lanciato all’inizio dell’anno. Il governo era corso ai ripari e aveva creato una task force che sta mettendo a punto un algoritmo in grado di individuare i falsi ed eliminarli dalla rete. Non è un processo facile. Si tratta di mediare tra il diritto alla libera informazione e di pensiero e l’altrettanto diritto ad una comunicazione non condizionata da distorsioni ideologiche.

Prima vittima delle fake è stata la candidata della sinistra Marina Silva, al terzo posto nella scala dei consensi, dietro l'ex presidente Lula da Silva e Jair Bolsonaro, l’ex parà che guida l’estrema destra. “Le notizie false non sono cominciate con Trump”, ha denunciato la leader ambientalista che ha raccolto alle ultime elezioni ben 22 milioni di voti, “sono iniziate con me sin dal 2014. C’erano notizie false che arrivavano da ogni lato. Ho vissuto un travolgente processo di delegittimazione tramite la diffusione di centinaia di bugie che ho faticato a respingere e a chiarire”.

La storia si ripete anche in queste settimane che hanno aperto la campagna elettorale. Girano notizie su cambiamenti radicali nella politica di Marina Silva. Da sempre paladina a difesa dell’Amazzonia e contraria ai progetti di vendita ai privati di intere aree sottoposte a vincoli ambientali, l’esponente politica adesso viene indicata come la donna che distruggerà la foresta pluviale, porrà fine ai programmi destinati alla popolazione più povera, rilancerà quelli che per sostenere i banchieri, fino alla messa al bando delle feste cattoliche a favore di quelle delle chiese evangeliche. 

Spazzatura, appunto. Ma che tramite i feed di Twitter e le condivisioni sui social finisce per diventare una tempesta di falsi che acquistano credibilità. L’incertezza delle prossime elezioni, con Lula fuori gioco, costretto a combattere per evitare il carcere, e il 35 per cento dei suoi voti a disposizione, ci sono crescenti segnali di attività intense delle centrali, anche estere, pronte a scendere in campo per distorcere la realtà. I campi di battaglia sono soprattutto i social su cui puntano molto i diversi candidati. 

Il Brasile è il terzo mercato più grande di Facebook, dopo India e Usa, con 130 milioni di utenti su una popolazione di 208 milioni. Almeno 100 milioni di cittadini usano WhatsApp, considerato il social con cui si creano i forum, si discute, si rilancia, si condivide, si comunica e si telefona. E’ molto facile innestare una valanga di reazioni su una notizia che viene lanciata sulla rete per scoprire solo dopo, a danni compiuti, che si trattava di un falso. La crisi economica, la perdita del lavoro, l’ondata di arresti con migliaia di episodi di piccole e grandi corruzioni, hanno creato il clima ideale per sfogare rabbia e frustrazione. Un terreno fertile per inserire falsi che nel dubbio diventano verità.